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I Sadducei

Una delle Principali difficoltà nel descriverei Sadducei è che tutto ciò che sappiamo di loro proviene dai loro avversari. Loro stessi non hanno lasciato nessun testo scritto della loro storia, la loro organizzazione o i loro punti di vista. Essi appaiono sulla scena proprio prima del grande scisma tra gli Ellenisti e gli Hasidim/Chassidim e poi spariscono in quanto gruppo nella grande distruzione del 70 D.C. Giudicando dai commenti del Nuovo Testamento, nel Mishnah e nel Josephus, essi formano un gruppo con caratteristiche difficili nel rapportarsi agli altri gruppi.

Il Nome “Sadducei”

Non c’è dubbio che il nome “Sadducei” sia collegato alla forma verbale ebraica Sadaq che vuol dire “essere giusto”, però non è chiaro il modo in cui sia collegato. L’opinione più comune è quella di associare il nome Sadaq al nome di persona Sadok. Se è collegato a questo nome – sia il Sadoc al tempo di Salomone o il Sadok del tempo successivo – il raddoppiamento della seconda consonante è difficile da spiegare in modo etimologico. Al momento non c’è un’analisi soddisfacente del nome.

L’Origine dei Sadducei

Il Significato del nome lo si ricollega alle teorie relative all’origine della setta. In riferimento a ciò che si è detto prima, una teoria dice che i Sadducei sono stati nominati così da Sadok, il padre delle famiglie dei sacerdoti ai tempi di Salomone: sarebbe quindi un nome appropriato per il gruppo che in Gerusalemme per tanto tempo fu caratteristica dei sacerdoti:1 non essendoci però evidenza di ciò, questa teoria non può avere sviluppi. Oltretutto non tutti i Sadducei erano sacerdoti e alcuni dei membri della comunità a Qumran erano sacerdoti della linea dei Sadociti. In più gli Asmonei posero fine al sacerdozio Sadocita così come a quello degli Ellenisti: ciò avrebbe comportato l’utilizzo del termine Sadducei come un appellativo senza la vera essenza di ciò.

Una seconda ipotesi è che i Sadducei furono nominati così da Zadok, un discepolo di Antigone di Socho. Antigone insegnò a Boeto e Zadok. I suoi insegnamenti mettevano in risalto il fatto che essi avrebbero dovuto servire Dio senza darsi pensiero della ricompensa.2 A causa di ciò – come dice tale teoria – essi conclusero di non credere alla resurrezione o nella vita dopo la morte. Boethus creò i Boetusiani, che potrebbero essere gli Erodiani ai tempi di Gesù. Il figlio di Boeto fu incaricato come sommo sacerdote da Erode. L’altro discepolo, Zadok, sarebbe stato uno dei primi leader nel gruppo che prese il suo nome.

Una terza ipotesi dice che il nome è semplicemente collegato al termine Saddiq, cioè “i giusti” (Saddiqim al plurale).3 Questo sarebbe stato in contrasto e allo stesso tempo molto simile agli Hasidim - cioè “gli uomini pii” – il primo titolo del gruppo dal quale avranno vita i Farisei.4 Questa teoria, così come le altre, è etimologicamente difficile. Il modo in cui è scritto il termine “Sadduceo” lascia pensare al termine come ad un passivo: cioè “i giusti” sarebbe una forma attiva.

Queste sono delle teorie possibili riguardo il nome della setta, quindi senza una soluzione convincente riguardo il problema sul nome dei Sadducei, possiamo spostare la nostra attenzione in modo soddisfacente alla breve descrizione della setta. Anche qui queste descrizioni fanno nascere ancora più domande riguardo le loro credenze.

La Natura dei Sadducei

La maggior parte degli studi riguardo i Sadducei fanno supporre che tutti i capi sacerdoti e gli altri leader dei Giudaismo erano Sadducei.5 Il testo del Josephus non dice questo, ma dice soltanto che quei sacerdoti che erano Sadducei venivano dalla classe dirigente. Il Josephus soltanto una volta si rifersice ad un Sadduceo, Anania il sommo sacerdote.6 La sua identificazione era in armonia con la classe di appartenenza: proveniva dal più alto grado della società ed era ingiusto in modo severo.7 Probabilmente un numero relativamente piccolo della classe dirigente era Sadduceo, ma non c’è modo di conoscere in termini numerici.

La classe Sadducea in genere era formata dagli aristocratici benestanti.Ciò non è però confermato dalle fonti, ma è una conclusione ragionevole dato dal fatto che vivevano vicino al Tempio e si trovavano meglio nel soddisfare i loro bisogni mischiandosi con la nobiltà.8 Il Josephus dice che essi riuscivano a persuadere soltanto i ricchi9 facendo comprendere tra le altre cose che avevano un piccolo gruppo come loro che li seguivano dato che i Farisei erano sostenuti dalle masse. La classe Sadducea forse si è sviluppata in origine al di fuori dei membri conservatori dell’aristocrazia, i sostenitori di Onias III,10 e mentre la classe ebbe la fiducia dei ricchi, non tutti i Sadducei erano ricchi.

Secondo il Josephus,11 molti Sacerdoti appartenevano ai Sadducei, ma non tutti i sacerdoti erano Sadducei. Il Nuovo Testamento mostra una stretta relazione tra i Sacerdoti e i Sadducei (Atti 4:1 e 5:17). Secondo il Josephus, Anania, un Sadduceo, ebbe cinque figli i quali diventarono tutti Sommi Sacerdoti. Mentre è probabile che i membri dell’aristocrazia sacerdotale erano Sadducei, molti sacerdoti erano Farisei. Furono i sacerdoti dei Farisei che furono mandati a chiedere a Giovanni (Giovanni 1:19-24). Secondo Atti 23 sia i Sadducei che i Farisei crearono il Sanhedrin perché l’apostolo Paolo sostenne i membri che erano Farisei al suo fianco.

I Sadducei si ritrovavano più nella posizione di Leader, ma molto più spesso dovevano sottomettersi alle richieste dei Farisei.12 Poiché il Popolo sosteneva i Farisei, i Sadducei furono forzati ad osservare la tradizione orale dei Farisei. I Sadducei non desideravano fare questa cosa, ma preferivano essere liberi dalle usanze e trattare soltanto la legge scritta. Le Leggi scritte che erano lasciate senza interpretazione erano poco chiare, il chè vuol dire che i Sadducei potevano decidere liberamente il significato di tali leggi.13 I Farisei, però la spuntavano persino quando un Sadduceo era un Sommo Sacerdote. Secondo il il Yoma 1:5 quando il Sommo sacerdote era un Sadduceo, i Farisei lo costringevano a bruciare incenso - secondo il loro punto di vista del Levitico 16:13 - dopo essere entrato nel Santo dei Santi. Secondo il Yoma 19b, un Sadduceo ha spiegato che essi si attenevano a ciò perché avevano paura dei Farisei.

La descrizione dalla letteratura raffigura i Sadducei come dei cattivi ed arroganti perché avevano il potere e competevano con altri per questo.14 Furono chiamati rozzi, rudi per i loro simili, come degli alieni, e pronti a discutere con gli insegnanti del gruppo che seguivano.15

Gli Insegnamenti dei Sadducei

La Scrittura e Tradizione. I Sadducei avevano quello che si chiama un atteggiamento conservatore verso la Scrittura: essi limitavano l’autorità della Legge scritta interpretata letteralmente e non erano aperti al cambiamento. La Domanda che si pone riguarda quanto della Scrittura accettassero come Parola di Dio. Dal Testo del Josephus sappiamo che i Sadducei odiavano le tradizioni dei Farisei e accettavano soltanto la Legge scritta.16 Riprendendo questa espressione del testo nel Josephus e il fatto che Gesù si limitò a discutere contro i Sadducei nel Pentateuco, i Padri della Chiesa, hanno concluso che i Sadducei accettavano solamente la Legge di Mosè come Scrittura.17 Ciò potrebbe sembrare un malinteso da parte dei Padri: quando il Josephus dice che i Sadducei hanno rigettato tutto tranne la legge scritta, probabilmente si vuole dire che essi non permettevano nessuna deduzione legale o dottrinale dai profeti. Molto più probabile essi volevano dire che si opponevano alle tradizioni scritte. Secondo il Talmud, nelle discussioni i Sadducei erano attaccati da altri libri della Bibbia e usavano tali argomentazioni a loro favore? Ciò suppone in modo forte che i Sadducei consideravano questi anche come Scrittura.

I Farisei avevano un vasto nucleo di interpretazione orale che era diventato obbligatorio: era questo a cui si opponevano i Sadducei. L’opinione che afferma che i Sadducei prendevano le scritture in modo letterale e rigettavano la tradizione orale non è una cosa accurata. Tutti i gruppi giudaici hanno incominciato col testo letterale ed hanno aggiunto la loro comprensione del testo giustificando il loro modo di vivere.18 I Sadducei avevano la loro Halakah personale, ma non affermavano che essa fosse divinamente autoritaria come erano le interpretazioni19 dei Farisei. Sebbene i Sadducei si attenevano alla Scrittura come l’unica autorità, essi credevano anche che essa potesse essere modificata dalla logica, specialmente nelle questioni dottrinali. Se le interpretazioni dei Farisei erano vincolanti, allora altri potevano decidere per se stessi cosa potesse significare. Da questo punto di vista i Sadducei non erano visti conservatori dai Farisei perché secondo i Farisei, i Sadducei non stavano salvaguardando la fede tradizionale.

Come tutti i giudei, i Sadducei credevano che la Torah, la legge di Mosè, si ritrovava su un piano maggiore rispetto alle altre Scritture.20 Non c’è una chiara evidenza che i Sadducei si attenevano di meno alla regola rispetto ai Farisei. Loro rigettavano completamente il materiale apocalittico o qualsiasi altro sincretismo greco. Forse i Sadducei credevano che solo la Torah fosse canonica e che la Torah fosse enormemente più importante delle altre Scritture, ma non c’è un evidenza in ciò. Comunque la protesta rilevante del fatto che i Farisei avessero esteso il “canone” nelle loro interpretazioni può essere dimostrato. Giustamente i Sadducei hanno rigettato la legge orale dei Farisei ma forse è perché essi volevano la libertà per proseguire da soli.

Una delle aree di discussione trai Sadducei e i Farisei riguardava il calendario.In Levitico 23:15-16 si inizia con la tabulazione per la festa della Mietitura usando l’espressione “dall’indomani del Sabato”. I sadducei dicevano che il “Sabato” significava lo Shabat e quindi la festa della mietitura ricadeva la Domenica.I Farisei, invece, stabilivano che lo “Shabat” era il primo giorno della Pasqua Ebraica qualsiasi fosse il giorno e quindi la festa della mietitura.21 Sandmels osserva che insieme a questo, i calendari sono sempre delle discussioni di alto profilo fino al Nicea – la Pasqua era nella settimana della pasqua Ebraica – ma il Nicea lo ha sciolto dal calendario Giudaico.22

Libertà Umana e Determinismo. Secondo il Josephus23 le tre sette principali non sono in accordo riguardo la volontà umana. Gli Esseni sono molto deterministici, i Farisei mettono insieme determinismo e libero arbitrio, ma i Sadducei credevano che tutti gli eventi umani fossero risultato della libertà umana. Il dubbio qui è se il Josephus stia facendo una distinzione troppo sottile per mettersi in armonia o meno con le idee della filosofia greca. Forse la severità dei Sadducei ha dato l’idea che essi fossero limitati al libero arbitrio: i Sadducei giustificano troppo ciò.Il fatto che i Sadducei non credevano all’intervento apocalittico di Dio nella storia potrebbe aver dato l’impressione che essi avessero rifiutato il fato e consideravano tutto sotto il controllo umano.24

Risurrezione. E’ chiaro il fatto che i Sadducei rinnegassero la dottrina della risurrezione. In Atti 23:6-8 si parla di come questo argomento avesso creato divisioni nel Sinedrio in quanto i Farisei credevano alla risurrezione dei morti e all’immortalità dell’anima. Si parla dei Sadducei riguardo a ciò anche in Matteo 22:23 e Atti 4:1-2. Ciò è probabile perché la risurrezione è stata una cosa fondamentale per il Cristianesimo tanto che il Nuovo Testamento si incentra su questo punto.

Il Josephus conferma che i Sadducei rinnegavano la resurrezione, l’immortalità dell’anima, i premi eterni o il “mondo a venire”.25 I Sadducei si incentravano sul fatto che la nazione di Israele rimanesse in questo mondo e non in un mondo a venire.

Ci sono alcuni riferimenti nel Mishnah che trasmettono questa tradizione di credenze. Secondo il Berachot 9:5 la Benedizione finisce con “di secolo/in eternità”. Poiché i Sadducei dicevano però che esisteva un solo mondo, i saggi cambiavano la benedizione in “di eternità in eternità”. Più importante, comunque, è il Sanhedrin 10:1, il quale descrive la credenza comune che tutto Israele ha una parte nel mondo a venire.

La Dottrina della risurrezione la si accenna agli inizi del Vecchio Testamento, ma è chiaramente insegnata in Daniele.26 Forse i Sadducei non hanno dato molta importanza a quest’opera che è così apocalittica.

Gowan crede che ciò apparisse in ritardo e non disponibile nel loro pensiero didattico,27 ma per certo anche se nel caso di Daniele l’idea della risurrezione la si datò in ritardo, le idee pronunciate facevano capire che tale argomento era già in atto molto tempo prima di queste discussioni. Se Daniele è stato scritto davvero prima, allora ci sarebbe stato tempo a sufficienza affinché l’insegnamento diventasse parte della fede giudaica. A Saldarini, il quale riflette l’opinione comune, non piace l’idea che il credere nella vita dopo la morte fosse stabilito dal giudaismo del secondo secolo.28 I Farisei sembrano aver pensato per certo che fosse così, ma i Sadducei erano conservatori: essi non avrebbero accettato probabilmente nessuna cosa che proveniva dalla letteratura apocalittica o che possa essere stata formulata con chiarezza ai primi tempi. Nonostante ciò, il dilemma principale riguardava più probabilmente se ciò fosse insegnato o meno nella Legge: questo era il problema di ogni Giudeo. E’ interessante notare che secondo il Sanhedrin 90b, i Farisei hanno comprovato la risurrezione di Esodo 15:1. Torneremo più tardi su questo punto.

Angeli. La Dottrina dell’angelologia è più difficile. Atti 23:8 dice che i Sadducei non credevano agli Angeli. Gowan crede che ci sia qualcosa che manca in questa frase perché degli angeli si parla chiaramente nel Vecchio Testamento, specialmente nel Pentateuco, e poiché i Sadducei accettavano il Vecchio Testamento, essi avrebbero dovuto credere negli Angeli.Questo argomento però non è convincente poiché è possibile non credere in cose chiaramente rivelate.29 Gowan pensa che ciò che s’intendeva è un angelologia elaborata, però lo rinnega in quanto nota che neanche nel Mishnah si parla mai di angeli. Lui pensa piuttosto che i due soggetti vadano di pari passo e che la dottrina degli angeli che i Sadducei rifiutano si riferisca all’idea che i morti fossero trasformati in angeli.30

I Sadducei hanno dipinto Dio e gli Umani come esseri indipendenti e distanti, sia in questa Vita che in quella dopo. I premi di giustizia sono per questa vita e quindi essi erano precisi sulla salute e sul beneficio che riportava ciò come evidenza della benedizione divina.

Osservazioni finali

La reazione verso i Sadducei era prevedibile. A dire il vero se essi non fossero stati disprezzati dai Farisei e dal popolo, sarebbero stati tollerati appena.31 Nell’opera pseudo epigrafica de I Salmi di Salomone, scritti nella metà del primo secolo A.C., i Sadducei sono chiamati semplicemente peccatori (4:2 ff). Nel mishnah i Sadducei sono citati come ignoranti della Legge, sordo muti, imbecilli e di minore importanza perché essi non ammettevano la legalità del governo riguardo l’Erub . Il Niddah 4:2 afferma che la figlia del Sadduceo è uguale alla donna Cutita o a quella Samaritana, probabilmente perché i Sadducei erano trascurati nelle loro leggi riguardanti la purezza. Infatti, i Sadducei sono raggruppati insieme ai Samaritani ed ai settari (i minim o gli “infedeli”, un termine usato per i Cristiani giudei [vedi Beracoth 9:5]). Nella tarda letteratura rabbinica essi sono descritti con toni più aspri, come se fossero degli eretici, neanche Giudei. Saldarini conclude che ciò non è esatto, ma che le frasi formano una forte difesa contro i Sadducei.32

I Sadducei, dunque, erano la setta politica e religiosa costituita in maggior parte dagli aristocratici benestanti e conservatori di cui molti erano sacerdoti. Molto spesso prendevano alti incarichi al Tempio e insieme a questo una buona parte del beneficio. Essi si opponevano alle tradizioni non scritte, perché preferivano avere la libertà di interpretare le Scritture come volevano. Rinnegavano la risurrezione, l’immortalità dell’anima, i premi della vita a venire e in qualche modo anche gli angeli. La loro influenza diminuì finchè scomparirono verso il 70 D.C.

Saldarini aggiunge che per la gente esterna a loro, le differenze tra i Farisei e i Sadducei possa apparire di poca importanza, ma “all’interno della comunità tali differenze producono generalmente conflitti ferrei riguardo al controllo e all’influenza….”33

Oggi ci sono Cristiani che assomigliano molto ai Sadducei di quei tempi, sebbene non lo siano in tutto. Sebbene essi affermino di essere cristiani, non credono in realtà alla resurrezione, specialmente alla risurrezione di Gesù. Per questi Cristiani, le dottrine degli Angeli (e demoni) sono delle espressioni mitiche riprese da una mentalità primitiva. Il loro cristianesimo è stato sottomesso alla mentalità moderna con il risultato che un sacco di insegnamenti dottrinali che vanno dai miracoli alle leggi di purità sono state troncate dalle interpretazioni e alle applicazioni conservatrici e gli è stato dato un nuovi obbiettivo. Per certo molti conservatori vedono questi “Cristiani” come dei non credenti, seguaci di un’altra fede, ma spesso è difficile comprendere cosa crede davvero il liberale moderno.

Il Problema è che i molti che credono in questo modo hanno una posizione di leadership nelle chiese, nei seminari e nelle denominazioni. Forse non sono benestanti (non tutti i Sadducei lo erano), ma poiché erano tutti ben istruiti sembra che essi a vederli si considerassero aristocratici, al di sopra della fede semplice dei cristiani comuni. La loro istruzione e la loro posizione probabilmente ha creato degli ostacoli alla loro fede. Sfortunatamente ciò ha impresso anche molti altri e ha dato do a questi Cristiani di avere dei seguaci.La loro affermazione di poter recuperare il vero punto centrale del cristianesimo può semplicemente essere un impedimento per rigettare quello per cui non riescono a credere o non riescono a mettere in pratica.


1 IDB, s.v. “Sadducees,” di A. G. Sundberg, 4:160.

2 Aboth de R. Nathan, c. 5.

3 Edersheim, Life and Times, I:323.

4 Sandmel si chiede se non sia anche un epiteto derisorio usato come disprezzo: “sedicente giusto” (p. 156).

5 Saldarini fa la lista di diversi punti di vista - sia antichi che moderni – riguardoi Sadducei (p. 299).

6 Dal Josephus, Antiquities, 20.9.1 (199-203).

7 Saldarini, p. 299.

8 Sandmel, p. 157.

9 dal Josephus, Antiquities, 13.10.6.

10 dal Gowan, p. 185.

11 Josephus, Antiquities, 20.9.1.

12 Josephus, Antiquities, 18.1.4.

13 Saldarini, p. 117.

14 Saldarini, p. 300.

15 Ibid., 110.

16 Josephus, Antiquities 13.10.6 [403].

17 Moore, Judaism, I:68.

18 Saldarini, p. 303.

19 Gowan, p. 182.

20 Oesterly and Box, The Religion and the Worship of the Synagogue, pp. 27, 138.

21 Sandmel, p. 158.

22 Ibid., p. 440.

23 Josephus, Wars, 2.8.14 [162-166]; Antiquities, 18.1.3-4 [12-17].

24 Saldarini, p. 300.

25 Josephus, Antiquities, 18.1.4 [16]; Wars, 2.8.14 [165].

26 Ci sono molti passi biblici che sembrino includere l’idea della resurrezione e per certo l’immortalità. Il problema è che i passi biblici come Salmo 49 e Salmo 73 usano un modo di parlare che in altri passi possono essere interpretati in modo diverso ( vedi le spiegazioni di A. F. Kirkpatrick, The Book of Psalms [Cambridge: At the University Press, 1930], pp. xcv-xcvii). Certamente il desiderio di essere sepolti nella terra aveva come motivo una speranza per il futuro ma alcuni accenni non hanno chiaramente spiegato che i morti risorgeranno come si afferma in Daniele.

27 Gowan, p.183. Hanno riconosciuto Daniele come Scrittura? Gli Esseni lo hanno fatto di sicuro. Non c’è stata discussione di questo nell’argomento trattato. Eppure, il testo con tono sarcastico per qualsiasi giudeo era di considerarlo o meno nella Legge (Sandmel, p. 157).

28 Saldarini, p. 307.

29 Gowan, p. 184.

30 Gowan, p. 184; vedi anche Solomon Zeitlin, “The Sadducees and the Belief in Angels,” JBL 83 (1964):67-71.

31 Josephus, Antiquities, 18.1.4; 13.10.6.

32 Saldarini, p. 302.

33 Saldarini, p. 305.

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