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Il Potere nella Vita Cristiana Dipende dalla Mortificazione

Introduzione

Fino a ora Owen ha delineato la sua discussione secondo i punti piu` importanti in Romani 8:13, sebbene egli non abbia in alcun modo limitato la sua discussione semplicemente a questo testo. Nel primo capitolo egli ha delineato i principali punti che voleva trattare e poi nel secondo capitolo ha lanciato la sua prima principale asserzione, vale a dire, che i migliori credenti si devono impegnare a mortificare il peccato continuamente, durante tutta la loro vita. Nel terzo capitolo egli ha spiegato la sua seconda principale asserzione, vale a dire, che lo Spirito fa il lavoro di mortificazione e che Egli usa certi speficici mezzi. Ora, nel quarto capitolo, egli comincera` a dimostrare il suo ultimo importante punto, che e` il seguente:

Che la vita, il vigore e il conforto della nostra vita spirituale dipendono molto dalla nostra mortificazione.

Cio` che Owen sta essenzialmente cercando di fare in questo breve capitolo e` dimostrare la corretta relazione fra la mortificazione e la nostra esperienza di pace, vigore e conforto. Egli non la considera una causa necessaria, ma solamente un mezzo.

Una Dettagliata Discussione dell’Argomento del Quarto Capitolo.

Owen comincia la sua discussione con un’interessante comprensione. Egli dice che in realta` ci sono solo due domande che i credenti pongono e ogni altra o e` correlata in qualche modo a queste due, o semplicemente non vale la pena di essere considerata. Questo e` quanto egli dice:

Se venisse seriamente chiesto a chiunque di noi cos’e` che ci disturba, dovremmo attribuirlo a uno di questi pensieri: o vogliamo forza e potere, vigore e vita, nella nostra obbedienza durante il nostro percorso con Dio, oppure vogliamo la pace, il conforto e la consolazione che ne fanno parte. Qualunque altra cosa accadesse a un credente che non appartenesse a uno di questi due categorie, non merita di essere menzionata nei giorni delle nostre condoglianze.51

Ora, molti di noi che vivono oggi nell’America urbana hanno interpretato male questi legittimi ardenti desideri. Ogni volta che percepiamo intensi desideri nel nostro cuore, li interpretiamo come segnali di bisogno, cioe` il bisogno di qualche altro possedimento, relazione o privilegio. Queste “cose”, naturalmente, non possono mai produrre la guarigione dell’anima o il genuino potere spirituale. In ogni caso, il credente che riconosce che cio` che Owen dice e` vero, deve sapere che l’esperienza di genuino potere, pace e conforto, dipende molto, dice Owen, dal nostro “costante percorso di mortificazione”.

    In che Modo la Mortificazione Non E` Correlata all’Esperienza di Potere e Pace.

      Potere e Pace: Non Necessariamente Legati alla Mortificazione.

    Potere, pace, vigore e consolazione non fluiscono dalla pratica della mortificazione nel senso che essi non sono necessariamente legati ad essa. Nei nostri giorni e epoca, spesso la gente tratta Dio come un Nicolodiano: “basta inserire un gettone e ho la canzone che voglio”. Ma Owen dice che non e` cosi` che funziona con il rapporto fra potere spirituale e pace, e il dovere della mortificazione. La pace di Dio e` qualcosa che Egli decide di conferire, non e` un’interiore relazione di causa-effetto cosicche` la mortificazione automaticamente risulti in pace, come se la pace spirituale fosse inerente alla mortificazione. Non lo e`. Owen cita la dolorosa narrazione di Eman in Salmo 88 come prova di questa verita`. Eman l’Ezraita aveva perso i suoi piu` stretti amici e familiari (88:8, 18). Egli dice che anche la sua vita si sta avvicinando alla tomba e che egli sta per andare nel paese dell’oblio. In grande angoscia egli gridava il suo lamento verso il Signore “giorno e notte” (88:1), “ogni giorno” (88:9), “al mattino” (88:13), ma sentiva che Dio lo aveva respinto e nascosto a lui il Proprio volto (88:14). Eman aveva conosciuto la sofferenza sin dalla propria giovinezza, chiamando l’oscurita` il suo piu` stretto amico (88:15, 18). Cosi` fu che Eman si mantenne in un fedele corso di mortificazione e non cadde nel peccato o nell’amarezza o nel lagnarsi, eppure egli non fece esperienza della pace e probabilmente ando` nella tomba grande agli occhi di Dio, ma considerato come un maledetto dai suoi amici di un tempo.

    Pertanto Eman e` per noi un esempio che ci dimostra molte cose, ma una in particolare salta agli occhi: Colui che da` la pace e` Dio. Come Egli dice in Isaia 57:18-19, “Io compiro` quell’opera”, riferendosi al parlare di pace a Israele e consolarlo:

“Ho visto come si comporta, ma lo risanero`; lo guidero` e gli offriro` conforto, creando lode sulle labbra degli afflitti in Israele. Pace, pace, a quelli lontani e vicini,” dice il Signore. “E Io li guariro`”.

    Pertanto fare esperienza della pace e` un grazioso dono di Dio. Owen non sta dicendo qui che Dio e` capriccioso e non ha a cuore il Suo popolo, ne` che Egli non e` fedele alla Sue promesse di pace come quella che vediamo fare da Gesu` in Giovanni 14:27: “Vi lascio la pace, vi do` la mia pace. Io non ve la do` come la da` il mondo...” Owen sta semplicemente dicendo che Dio e` sovrano nel conferire la pace e che la mortificazione non e` un sistema esclusivo per ottenere cio` che vogliamo. Per usare le sue parole: “L’uso di mezzi per ottenere la pace e` nostro; il concederla e` prerogativa di Dio”.52

      Mortificazione: Non Immediata Causa di Potere e Pace.

    La mortificazione non e` l’immediata causa di potere, vigore, pace e consolazione nella vita Cristiana. In verita`, dice Owen, privilegi come quello di fare esperienza della pace di Dio stesso che viene attraverso la nostra adozione e giustificazione, sono usati sotto il controllo dello Spirito. “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rom. 8:16) e questa e` la causa dell’immediata sensazione e conoscenza della presenza, potere e pace di Dio. A questo punto, come fa spesso, Owen sta sicuramente seguendo Calvino nella sua dottrina della testimonianza dello Spirito (e.g., Institutes, 3.1.3; 3.2.7).

    In che Modo la Mortificazione e` Correlata all’Esperienza di Potere e Pace.

    Avendo spiegato come la mortificazione non obbliga Dio a darci la pace e che essa, di per se`, non e` la causa immediata della pace, nondimeno Owen dice che il nostro potere, pace, consolazione e vigore dipendono dalla nostra mortificazione delle opere della carne. E` una causa sine qua non, il che significa che senza mortificazione non faremo mai esperienza della pace di Dio e del vigore del corretto vivere Cristiano. Essa puo` non essere direttamente correlata alla nostra esperienza di pace, ma e` un mezzo divinamente stabilito senza cui non possiamo mai avere la pace di Dio. Cosa ottiene dunque la mortificazione biblicamente definita?

      La Mortificazione Impedisce al Peccato di Privarci del nostro Potere e Pace.
      Ogni peccato non mortificato fara` certamente due cose: (1) indebolira` l’anima, privandola del suo vigore, e (2) oscurera` l’anima, privandola del suo conforto e pace.
      Il Peccato Non Mortificato Indebolisce l’Anima: Tre Modi.

    Primo: il peccato, se non mortificato, indebilira` l’anima e la privera` della sua forza. Pensate per un momento al peccato in cui si e` avventurato Davide e come il suo stato, inconfessato e non mortificato, lo sconvolse. In salmo 38:8, egli dice “non c’e`piu` nulla di sano nelle mie ossa a causa del mio peccato”, e in verso 8: “Sono debole e sfinito all’estremo.” Piu` avanti, in Salmo 40:12 dice: “i miei peccati mi opprimono e non posso vedere”. Come dice Owen, “un desiderio non mortificato assorbira` tutto lo spirito.”53

      Ora, ci sono per questo almeno tre ragioni secondo Owen. Primo: distrae i sentimenti dell’anima che si suppone siano rivolti a Dio e che sono necessari per intrattenere una vigorosa comunione e associazione con Dio.

    Fa presa sui sentimenti, rendendo il proprio oggetto amato e desiderabile, soppiantando cosi` l’amore per il Padre; pertanto l’anima non puo` dire onestamente e veramente a Dio: “Tu sei la mia porzione,” perche` c’e` qualcos’altro che essa ama. Paura, disperazione, speranza, che sono i sentimenti primari dell’amima e che dovrebbero essere colmi di Dio, saranno in un modo o nell’altro invischiati da esso.54

      A questo punto Owen cita 1 Giovanni 2:15-16 e noi faremmo bene a leggere e meditare su queste sagge parole dell’apostolo Giovanni:

    Non amate il mondo, ne` le cose del mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non e` in lui. Perche` tutto cio` che e` nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non vengono dal Padre, ma dal mondo.

      E potremmo anche voler aggiungere a questo la tristissima verita` che segue in v. 17, cioe`, che “il mondo con i suoi desideri passa, ma colui che fa la volonta` di Dio rimane per sempre”.

      Secondo: il peccato non mortificato non solo invischia i sentimenti o le emozioni, rimpiazzando Dio con gli interessi di questo mondo e il desiderio degli occhi (1 Giovanni 2:15-16) e pertanto fondandosi sul grande inganno che questo presente ordine di cose e` per sempre, ma colma anche i pensieri di modi per essere soddisfatto. Il peccato non mortificato urge costantemente l’immaginazione per trovare il modo di essere soddisfatto e distrae cosi` i nostri pensieri dalla concentrazione su Dio. Come dice Owen:

    I pensieri sono i grandi approvvigionatori dell’anima per provvedere a soddisfare i propri affetti; e se il peccato rimane non mortificato nel cuore, essi devono sempre e comunque pensare alla carne, per doffisfarne i desideri.55

      Terzo: il peccato non mortificato effettivamente sfugge e impedisce il dovere; esso indebolisce la nostro volonta` di fare il volere di Dio. La persona ambiziosa e` costantemente alla ricerca di qualunque cosa la fara` avanzare. La persona mondana e` costantemente impegnata a perseguire cio` che il mondo ha da offrire e la persona puramente vanitosa e` in egual modo impegnata in attivita` che la faranno apparire migliore. Il punto che Owen cerca di dimostrare qui e` che la volonta` di fare il volere di Dio e` deviata su cose terrene nei momenti in cui dovrebbe essere in adorazione. Questo perche` l’energia che sta dietro a cio` che potrebbe essere un’attivita` buona e necessaria (in certi casi un comportamento innocente), e` in effetti l’irrequieta energia della carne.

      Per riassumere quindi, Owen ha arguito che il peccato non mortificato indebolira` l’anima (1) distraendo i sentimenti; (2) perseguendo i mezzi di soddisfazione attraverso il sistema di pensiero e (3) deviandola dal suo dovere verso Dio. In questo modo il peccato non mortificato corrompe le nostre emozioni, mente e volonta`, e la totalita` della nostra anima e` indebolita.

      Il Peccato Non Mortificato Oscura l’Anima.

      Tanto quanto il peccato non mortificato indebolisce l’anima, cosi` pure esso la oscura. Owen fa notare che il peccato non mortificato...

    …e` una nuvola, una densa nuvola, che si estende sulla superficie dell’anima e intercetta i raggi dell’amore e del favore di Dio. Toglie tutto il senso del privilegio della nostra adozione; e se l’anima comincia a raccogliere pensieri di consolazione, il peccato li disperde velocemente.56

      Tutti noi, come Davide, abbiamo attraversato periodi di oscurita` e abbiamo scoperto, quando il Signore ha graziosamente aperto i nostri occhi, che la nostra oscurita` e malattia spirituale erano dovute al peccato non confessato e non mortificato con cui siamo vissuti e che abbiamo intrattenuto come un ospite.

      Riassunto.

      Pertanto, la nostra mortificazione ha a che vedere con l’indebolimento dell’anima e il suo oscurarsi, ed e` il solo mezzo ordinato da Dio per la relativa cura. Gli uomini hanno tentato molti altri metodi, ma questo e` il metodo di Dio.

      La Mortificazione Fa In Modo che la Grazia Fiorisca.

    La mortificazione e` il processo continuo di mettere a morte qualunque cosa appartenga alla nostra natura terrena, ai desideri della carne. L’aspetto positivo e` che essa fa spazio per la crescita nel nostro cuore delle grazie del potere, pace e somiglianza con Cristo.

    L’esempio che Owen usa e` quella di una preziosa pianta in un giardino. Se il terreno non e` propriamente coltivato e le erbacce rismosse, la pianta puo` crescere, ma sara` in modo malato, atrofizzato e inutile per qualunque intento e fine. Puo` persino non essere riconoscibile. Ma, dice Owen, prendete un’altra pianta esattamente in simili malandate condizioni e piantatela nel giardino. Poi rimuovete le erbacce, nutrite propriamente il terreno, datele appropriata innaffiatura e luce del sole e questa pianta si sviluppera` e fiorira`. Cosi` pure e` per le grazie dello Spirito impiantate nei nostri cuori. Essi rimangono nel cuore tanto quanto rimane lo Spirito, ma senza la mortificazione, cioe` il trattare le erbacce del peccato che soffocano l’anima, esse sono deboli e vicine alla morte, come dice Giovanni in Apocalisse 3:2: “ Svegliati! Rafforza cio` che rimane ed e`sul punto di morire, perche` non ho trovato le tue opere completate agli occhi del mio Dio.” Owen finisce questa sezione con queste parole:

Il cuore [non mortificato] e` come il campo del pigro: talmente ricoperto da arbacce che puoi a mala pena vedere il buon grano... Ma ora lascia che [quel] cuore sia purificato dalla mortificazione; le erbacce dei desideri costantemente e giornalmente sradicate (poiche` esse spuntano giornalmente essendo la natura umana il loro terreno ideale); fa spazio perche` la grazia possa svilupparsi e fiorire: vedrai come ogni grazia fara` la sua parte e sara` pronta per qualunque uso e scopo. 57

      Non Ci Puo` Essere Pace senza Sincera Mortificazione.

    La pace viene come risultato di una sincera mortificazione dei desideri della carne.

Sommario del Quarto Capitolo

Il punto che Owen ha cercato di dimostrare in questo capitolo concerne la sua ultima principale asserzione, cioe` che la vita, vigore e conforto della nostra vita spirituale dipendono molto dalla nostra mortificazione del peccato. Questo non significa che queste grazie siano necessariamente legate alla mortificazione cosi` da fare della mortificazione la sola causa e non il mezzo per goderle. E non e` neppure che la mortificazione sia la causa immediata della vita, vigore e conforto: e` compito dello Spirito il farci direttamente conoscere queste cose. Piuttosto, la mortificazione e` il mezzo divinamente assegnato allo scopo e se omettiamo di praticarla non entreremo mai in tale beatitudine. Questo perche` ogni peccato non mortificato (1) indebolisce l’anima invischiando nel peccato la mente, le emozioni e la volonta`; e (2) oscura l’anima rendendoci non ricettivi verso l’amore di Dio. Ma quando il peccato viene mortificato, si espande la capacita` del cuore di ricevere, sviluppare e godere del potere, vigore, conforto e pace che vengono dallo Spirito di Dio.


51 VI:21.

52 VI:21.

53 VI:22.

54 VI:22.

55 VI:22.

56 VI:23.

57 VI:23.

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