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Il Potere del Peccato Insito mediante l'Inganno

Introduzione

L'apostolo Paolo dice in Romani 7:21, testo principalmente usato da Owen per spiegare il potere del peccato insito nei credenti, che ha trovato al lavoro nelle sue membra un'altra legge che e` in conflitto con la legge della sua mente e che lo rende schiavo della legge del peccato. Non si puo` trovare migliore descrizione del potere del peccato che continua a risiedere nell'anima rigenerata. Owen si riferisce giustamente al peccato come a un principio effettivamente operativo che sembra avere la forza di una legge... con una spinta costante verso il male.64

Lo scopo del puritano, attraverso questo trattato, e` stato di dimostrare il potere del peccato insito nei credenti. Owen ha spiegato che il peccato ricava molta forza dal fatto di risiedere nel cuore (che e` ingannatore e assolutamente incomprensibile) e di essere pura inimicizia dell'anima, nel suo complesso, verso tutto cio` che Dio e`. Inoltre, il peccato esprime la propria inimicizia in due modi collegati eppure distinti: (1) avversita` e odio verso Dio, e (2) opposizione a Dio.

L'opposizione del peccato a Dio si esprime in due modi. Il peccato, prima opera mediante la forza per detronizzare la grazia e poi con l'inganno. In termini di forza, il peccato concupisce, lotta e combatte, riduce l'anima in schiavitu` e porta a pazzia. Abbiamo visto queste idee nei capitoli sesto e settimo.

Siamo ora pronti a vedere il secondo modo in cui il peccato opera nella sua opposizione, vale a dire con l'inganno. Questo specifico soggetto occupera` Owen per i prossimi cinque capitoli. In questo capitolo egli comincera` la sua discussione su come il peccato seduce la mente e la trascina via dai suoi doveri primari. L'effetto della seduzione del peccato sulla mente sara` discussa ancora nei capitoli nono e decimo. L'impatto del peccato sugli affetti sara` discusso nell'undicesimo capitolo, e la sua conquista sulla volonta` nel dodicesimo capitolo. Gli ultimi cinque capitoli si occuperanno dell'ostacolare il peccato (tredicesimo capitolo) e di evidenziare ulteriormente il potere del peccato insito (capitoli dal quattordicesimo al diciassettesimo).

Una Dettagliata Discussione dell'Argomento dell'Ottavo Capitolo

    La Manipolazione del Peccato come Fatto: Alcuni Testi Biblici

Owen dice:

La seconda parte dell'evidenza del potere del peccato, visto il suo modo di operare, e` data dalla sua seduzione. Nel suo operare, aggiunge imbroglio al potere. L'efficacia [potere] di cio` deve necessariamente essere grande, tale da dover essere attentamente osservata da tutti coloro che hanno a cuore la propria anima dove il potere e l'imbroglio si combinano, particolarmente avvantaggiati e assistiti da tutti i modi e mezzi su cui abbiamo insistito prima.65

Vi sono numerosi testi nelle Scritture che rivelano la connessione fra il peccato e l'inganno. Owen cita i seguenti:

Ebrei 3:13 Ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finche` si puo` dire Oggi, affinche` nessuno di voi s'indurisca a causa della seduzione del peccato.

Geremia 17:9 La mente umana e` ingannevole piu` di ogni altra cosa e insanabilmente maligna. Chi puo` comprenderla?

Geremia 4:22 Il SIGNORE rispose: Questo accadra` perche` il mio popolo e` stolto. Essi non mi conoscono. Sono come bambini insensati. Non hanno intelligenza. Essi sono abili nel fare il male. Non sanno come fare il bene

Giobbe 11:12 Ma l'uomo stolto diventera` saggio, quando il puledro di un asino selvatico nascera` uomo.

Efesini 4:22 Avete imparato, riguardo alla vostra condotta di prima, di lasciare da parte il vecchio uomo che si corrompe secondo le passioni ingannatrici.

Anche la venuta dell'uomo del peccato, in 2 Tessalonicesi 2, e` detta essere accompagnata da seduzione e sprezzo della verita`.

2 Tessalonicesi 2:9 La venuta di quell'empio avverra`, per l'efficace azione di Satana, con ogni sorta di miracoli, segni e falsi prodigi, 2:10 e con ogni tipo di iniquo inganno a danno di quelli che periscono, perche` essi non hanno accolto nei loro cuori la verita` in modo da essere salvati.

In verita`, l'intera vita degli uomini che sono sotto il dominio della legge del peccato consiste nell' ingannare e essere ingannati.

Tito 3:3 Perche` anche noi un tempo eravamo insensati, disubbidienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e desideri, vivendo nella cattiveria e nell'invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.

2 Timoteo 3:13 Ma gli uomini malvagi e impostori adranno di male in peggio, ingannando gli altri e essendo ingannati.

    La Manipolazione del Peccato: La Fonte della Sua Forza

Owen dice che si puo` comprendere il potere del peccato dal fatto che le Scritture stabiliscono l'inganno per la maggior parte come inizio e fonte di ogni peccato, proprio come se nessun peccato sarebbe seguito se prima non ci fosse stato inganno.66

      Nelle Scritture Riguardanti il Peccato, la Priorita` e` Data all'Inganno

L'apostolo Paolo in 1 Timoteo 2:13, 14 dice che non fu Adamo a peccare per primo, ma in effetti fu Eva. La ragione, naturalmente, e` che Eva prima fu ingannata e poi mangio`. Questo e` reso chiaro anche dalle sue stesse parole in Genesi 3:13: Il serpente mi imbroglio` e io mangiai. Eva commise il primo peccato nell'inganno essendo stata la sua anima salva finche` la sua mente fu fuorviata, e lo stesso accade ancora oggi. Usando l'esempio di Eva, Paolo mise in guardia i Corinzi circa la fraudolenta attivita` di Satana in 2 Corinzi 11:3:

Ma io temo che, proprio come il serpente imbroglio` Eva con la sua perfidia, anche le vostre menti possano essere sviate da una sincera e pura devozione a Cristo.

Owen non sta qui biasimando un sesso piuttosto che l'altro. Egli cerca invece di dimostrare che l'inganno precede l'attuazione del peccato. Il demonio e` maestro nell'insinuare l'inganno al fine di portare l'uomo verso il peccato, la colpa e la morte. Owen dice:

Pertanto, tutte le grandi manovre che il demonio fa nel mondo per provocare negli uomini un'opposizione verso il Signore Gesu` Cristo e il Suo Regno, sono da lui fatte mediante l'inganno: Apoc. xii. 9, Il demonio che imbroglia il mondo intero. Sarebbe assolutamente impossibile che gli uomini venissero persuasi a rimanere al suo servizio, realizzando i suoi piani per la loro eterna e talvolta materiale rovina, se essi non venissero oltremodo ingannati. 67

      La Manipolazione del Peccato Richiede Cautela da Parte Nostra

Quando il peccato non fallisce nel suo tentativo di manipolarci, non manca di produrre i suoi frutti. Pertanto, il Cristiano e` ammonito numerose volte, attraverso tutte le Scritture, alla cautela per evitare di essere ingannato/a (Ef. 5:6; 1 Cor. 6:9; Gal. 6:7; Luca 21:8).

      Lo Scopo Primario del Peccato: Ingannare la Mente

L’efficacia del peccato mediante l'inganno puo` essere compreso dalla facolta` dell’anima che ne viene affetta, cioe` la mente. Quando il peccato tenta di entrare nell'anima attraverso un altro ingresso, come per esempio le emozioni, la mente puo` scoraggiarlo esercitando il proprio diritto e sovranita`. Quando pero` e` la mente a essere imbrogliata, il potere del peccato deve essere grande perche` le emozioni a la volonta` semplicemente ne seguono i dettami. E` vero che il peccato invischia le emozioni e questo disturba, ma quando imbroglia la mente, questo e` pericoloso, dice Owen. Il ruolo della mente e` di guidare, dirigere, scegliere e essere a capo; e se la luce in noi e` oscurita`, quanto e` grande quell'oscurita`. Quando la mente e` totalmente ingannata dal peccato, l'impatto sulla persona e` devastante.

      La Natura generale dell'Inganno e la Prima Tentazione

Owen continua il suo argomento circa la maniplazione del peccato considerando la natura dell'inganno.

[L'inganno] consiste nel presentare all'anima, o mente, le cose in modo diverso da cio` che sono, o circa la loro natura, cause e effetti, o circa la loro reale relazione con l'anima. Questa e` la natura generale dell'inganno e prevale in molti modi. Esso nasconde cio` che dovrebbe essere visto e considerato; occulta circostanze e conseguenze; presenta cio` che non c’e`, o le cose come non sono... e` una rappresentazione di un soggetto in modo camuffato, nascondendo cio` che e` indesiderabile, proponendo cose che in realta` in esso non ci sono, cosicche` la mente ne formuli un falso giudizio.68

Questi vari aspetti dell'inganno si possono vedere, dice Owen, nella prima tentazione. Come procedette Satana nel tentare i nostri progenitori? Lo fece presentando le cose come esse in realta` non erano. Eva vide il frutto e realizzo` che era desiderabile. Satana trasse vantaggio da questo e insinuo` che Dio stava impedendo la felicita` della coppia (cioe`, che Dio e` un tiranno capriccioso) richiedendo che essi non mangiassero da quell'albero. Naturalmente Satana occulto` ad Adamo e Eva anche il fatto della finale e eterna rovina spirituale.

      La Manipolazione del Peccato Avanza per Gradi

Abbiamo visto fin qui che nel ritratto biblico del peccato viene dato un posto prominente all'inganno. Esso attacca la principale facolta` guida dell'anima, vale a dire la mente, presentando le cose in modo diverso da come sono cosicche` la mente, caduta nell'errore, verra` resa schiava del peccato. Ma, chiede Owen, come fa a fare questo? In che modo? In breve, procedendo per gradi, cioe` poco alla volta.

La manipolazione del peccato avanza poco alla volta sfruttando ogni progresso acquisito. Prima si prende cura di trattare con ogni resistenza a un certo peccato, poi propone qualcosa di buono che ne puo` venire, continuando a celare qualsiasi pensiero riguardo alle conseguenze dell'atto proposto. Esso nasconde e occulta i risultati, procede per gradi e continua a posizionarsi sicuro su qualche terreno gia` ottenuto. Questa progressione si puo` vedere in Giacomo 1:14-15.

    Delineata la Progressione della Manipolazione del Peccato: Giacomo 1:14-15

Alcuni dei capitoli che seguono sono costruiti in larga misura su pensieri ricavati da Giacomo 1:13-15. Noi lo citeremo pertanto sia nella versione originale che nella Bibbia NET:

MhdeiV peirazovmeno legevtw o{ti ajpo qeou' peiravzomai: oJ gaVr qeoV ajpeivrasto ejstin kakw'n, peiravzei deV aujtoV oujdevna. 14e{kasto deV peiravzetai uJpoV th' ijdiva ejpiqumiva ejxelkovmeno kaiV deleazovmeno: 15ei a hJ ejpiqumiva sullabou'sa tivktei aJmartivan, hJ deV aJmartiva ajpotelesqei'sa ajpokuvei qavnaton.

1:13 Che nessuno quando e` tentato dica Sono tentato da Dio, perche` Dio non puo` essere tentato dal male e Egli stesso non tenta nessuno. 1:14 Invece ognuno e` tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.1:15 Poi, quando la concupiscenza concepisce, partorisce il peccato, e quando il peccato e` compiuto, produce la morte.

      Due Osservazioni Generali da Giacomo 1:14-15

Owen vuole fare due osservazioni generali riguardo al peccato in questo passaggio: (1) il peccato insito si batte per la morte eterna del peccatore: quando il peccato e` compiuto, produce la morte. E` cosa seria per un credente essere ingannato su questo punto, eppure realizzare e afferrare questo fatto e` un grande mezzo per sconfiggere il peccato; (2) il modo in cui generalmente il peccato cerca di realizzare i propri desideri e` mediante la tentazione: ognuno e` tentato quando e` invaghito e sedotto dai propri desideri. Owen dice che la vita della tentazione risiede nell'inganno; quindi, per quanto concerne il peccato, essere effettivamente tentati e essere sedotti o ingannati, sono la stessa cosa.69

      Cinque Specifiche Osservazioni da Giacomo 1:14-15

Owen arguisce, da Giacomo 1:13-15, che ci sono cinque modi specifici in cui il peccato porta avanti la sua opera di tentare o ingannare, e cioe`: (1) con il dirottare la mente dai suoi doveri principali; (2) con l’irretire; (3) con il concepire il peccato; (4) col produrre l'effettiva attuazione del peccato e (5) finendo o completando il peccato con la morte. Vediamo piu` da vicino il primo di questi.

    I Due Doveri della Mente

Secondo Owen, la mente ha due doveri che sono relativi al suo ruolo di guida e direttore. Primo: la mente deve mantenere l'intera anima in un'attitudine di obbedienza. Secondo: la mente deve assicurasi che tutti i nostri particolari doveri di fronte a Dio siano eseguiti secondo i desideri di Dio, cioe` che tutti gli atti di obbedienza siano eseguiti nel giusto momento, modo e tempo. Il resto di questo capitolo si basera` su una considerazione di questo primo dovere.

      Globale: Far Si` che l'Intera Anima sia Preparata a Ubbidire

Il primo dovere della mente e` in qualche modo globale se paragonato al suo secondo, piu` specifico dovere. In poche parole, il primo dovere e` di mantenere l'intera anima in uno stato o attitudine tale, da far si` che essa sia pronta a ubbidire meticolosamente al Signore. La mente deve percio` essere attentamente vigile rispetto alle manipolazioni del peccato.

Ora, secondo Owen, questo dovere globale della mente ha due aspetti. Essi sono: (1) ponderare su se stessi, il peccato e la sua bassezza, e (2) pensare costantemente a Dio, alla Sua grazia e bonta`. Il peccato insito si adopera per deviare la mente da questi due elementi del dovere primario.

Primo: il peccato cerca di deviare la mente da una costante e giusta considerazione della sua bassezza e dal pericolo che l'accompagna. Owen dice:

…una doverosa, costante considerazione del peccato, della sua natura, di tutte le sue circostanze aggravanti, delle sue conclusioni e tendenze, come e` particolarmente evidente nel sangue e nella croce di Cristo, dovrebbe sempre essere presente in noi... Ogni peccato e` un ripudiare il Signore nostro Dio. E` cosa iniqua e amara se il cuore non sa, se non pondera: iniqua in se stessa e amara nei suoi effetti, frutti e risultati; non sara` mai protetto contro il peccato.70

Questa doverosa e costante considerazione della bassezza del peccato, puo` essere acquisita solamente da coloro che vivono con umilta`, nel timore del Signore (Isa 57:15). Questo naturalmente e` cio` che la Scrittura prescrive come precetto e esempio. Pietro dice che noi dovremmo vivere le nostre vite qui come stranieri, in reverente timore: timore di peccare contro Dio e soffrire perdite per mano del Giudice imparziale (1 Pietro 1:17-19). Giuseppe e` il classico esempio di qualcuno che, quando incitato a commettere adulterio, si chiese come avrebbe potuto fare una cosa simile contro Dio (Gen. 39:9; cf. Giobbe 28:28).

Ora, il peccato tenta di deviare la mente dal proteggere l'anima entro questa umile struttura. Esso cerca di impedire alla mente di considerare il peccato, i suoi sviluppi e conseguenze, proponendo all’infinito false scuse. Fa questo in due modi: (1) mediante un mostruoso abuso della grazia del Vangelo, e (2) in accordo con lo stato e condizione degli uomini nel mondo. Esploriamo per un momento queste due idee.

Per prima cosa, il peccato abusa della grazia offerta nel Vangelo. Il Vangelo e` la cura per ogni e qualunque peccato e ci annuncia la graziosa volonta` di Dio verso i peccatori. Certa gente pero`, a causa della manipolazione del peccato, equivoca l'efficace natura della grazia e distorce il favore di Dio facendone un'occasione di licenza. Questo pero` non e` certamente il Vangelo della grazia di Dio. Al contrario, ascoltate cosa dice Paolo circa cio` che la grazia produce e la conclusione a cui mira:

Tito 2:11 Infatti la grazia di Dio e` apparsa portando salvezza a tutti. 2:12 Ci insegna a rinuziare all'empieta` e alle passioni mondane, a vivere in questo tempo sobriamente, rettamente e in modo santo, 2:13 aspettando la beata realizzazione della nostra speranza nell'apparizione gloriosa del nostro grande Dio e Salvatore, Gesu` Cristo. 2:14 Egli ha dato Se Stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquita` e purificare per Se Stesso un popolo che veramente Gliappartenga, zelante nel fare il bene.

Filippesi 1:27 Soltanto, comnportatevi in modo degno del vangelo di Cristo affinche`, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state saldi in un solo spirito e che combattete unanimi per la fede del vangelo.

Efesini 4:20 Ma voi non e` cosi` che avete imparato a canoscere Cristo, 4:21se veramente gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verita` che e` in Gesu`, 4:22 avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe segendo le passioni ingannatrici, 4:23 e a essere rinnovati nello spirito della vostra mente, 4:24 e a vestirvi dell’uomo nuovo che e` creato a immagine di Dio, nella rettitudine e santita` che procedono dalla verita`.

Da questi passaggi e` chiaro che la grazia di Dio, espressa nel vangelo e mediante il vangelo, porta a santita` e non a licenza. Coloro che affermano di conoscere il vangelo eppure continuano a seuire i loro desideri carnali, non hanno ancora afferrato il messaggio del vangelo. Tali persone usano spesso la dottrina del completo e gratuito perdono di Dio come opportunita` per peccare. Questo naturalmente e` l’inganno che Paolo denuncia in Romani 6:1: “Rimarremo forse nel peccato affinche` la grazia possa accrescersi ?” Paolo giustamente denuncia un tale pensiero: “Non sia mai.” Nondimeno, Giuda dice che ci sono alcuni che pervertono la grazia di Dio in una dottrina di licenza (Giuda 4). D’altra parte, quando la riflessione sulla grazia di Dio rende il cuore umile davanti a Lui, cauto e con odio verso il peccato, questo e` un reale segno che la vera luce del vangelo e la sua saggezza sono entrati nell’anima.

Per essere piu` specifici, il peccato abusa la grazia del vangelo in numerosi modi. Ci porta a trattare con leggerezza il conforto offerto dal vangelo. L’anima puo` stancarsi, bisognosa com’e`, di andare al trono della grazia molte volte al giorno per perdono, misericordia e grazia. Ne risulta che puo` cominciare a trattare tali doveri superficialmente e come pura formalita`. Dobbiamo essere cauti al riguardo. Il peccato spinge anche l’anima, sulla base della misericordia del vangelo, ad andare oltre i confini che Dio ha stabilito per noi, specialmente i confini che hanno a che fare con la sensualita`. Infine, il peccato cerca anche di spingere la mente a non lottare correttamente contro la tentazione. Spesso lo fa evidenziando ai nostri occhi il perdono di Dio, mentre continua a incoraggiarci a peccare. Arriva persino a pervertire la conoscenza del fatto che Dio non ci abbandonera` mai: anche questo diventa una scusa per cedere alla tentazione. Ora, la dottrina del perdono totale e gratuito e` vera, ma non porta, se correttamente compresa, all’antinomianismo (cioe`, anarchia).

Vediamo ora il secondo modo in cui il peccato cerca di impedirci un’appropriata considerazione della sua bassezza. Questo ha a che fare con il cambiamento di condizione degli uomini quando invecchiano. Nei giorni della giovinezza degli uomini (per “uomini” Owen intende tutte le persone) le emozioni operano piu` intensamente e con maggiore forza di quanto facciano piu` avanti nella vita. Ma come le passioni cominciano a diminuire nelle cose fisiche, cosi` pure avviene nelle cose spirituali. Pertanto con il decrescere di queste emozioni, viene anche a diminuire il senso della presenza e colpa del peccato. La mente viene in questo modo deviata dalla doverosa considerazione della bassezza e dell’infamia del peccato mediante il decrescere delle passioni. Owen dice:

Nessuno e` peccatore quanto colui che ha spazzato via le proprie convinzioni circa il peccato. Quale ne e` la ragione? Il senso del peccato, nelle loro convinzioni, era fissato sulle loro passioni. Quando ando` diminuendo, essi non si presero cura di averlo fissato profondamente e con grazia nelle loro menti. Di questo li privo` la manipolazione del peccato, rovinando cosi` le loro anime. In qualche misura e` cosi` per i credenti. Se, quando la consapevolezza verso le passioni diminuisce ed essi diventano pesanti e letargici, non viene usata molta saggezza e grazia per fissare il dovuto senso del peccato nella mente e nel giudizio, ne deriveranno grandi corruzioni per provocare, eccitare, accrescere e risvegliare giornalmente le emozioni.71

Secondo, il peccato cerca di deviare la mente dal suo santo dovere di riflettere su Dio e la Sua grazia che e` “la fonte dell’obbedienza evangelica”. Il peccato fa questo riempiendo la mente con cose e considerazioni materiali. Eppure l’apostolo sollecito` i Cristiani a fissare le loro menti su cose celesti, non su cose terrene (Col. 3:2). Non possiamo amare sia il mondo che il Signore. Dobbiamo scegliere. Giovanni ci disse di non amare ne` il mondo ne` le cose del mondo (1Giov. 2:15).

Percio` la mente deve portare a scegliere chi sara` il padrone. Il peccato pero` cerca di offuscare questa scelta e dirotta la mente dalla corretta attenzione dovuta a Dio e alla sua grazia. Accade che il peccato usi spesso cio` che e` buono e giusto per raggiungere questo scopo. Per esempio, le persone che mancarono di rispondere al messaggio di Gesu` perche` dovevano andare ad arare i loro campi e accudire i loro buoi, rappresentano il modello di coloro che permettono che buone e giuste responsabilita` di questo mondo usurpino il posto di Dio nella vita. Come disse Paolo, essi mancarono di comprendere che il mondo sta per aver fine e lo stavano usando come se dovesse esistere eternamente.

      Specifico: Assicurarsi che Quel Particolare Dovere Sia Eseguito come Dio Desidera

Considereremo gli specifici doveri della mente nei successivi capitoli. Questo titolo e` incluso qui affinche` il lettore possa seguire piu` facilmente e magari richiamare piu` tardi, la traccia dell’argomento di Owen.

Summario dell’Ottavo Capitolo

La tesi primaria di Owen in questo trattato e` di dimostrare che il peccato insito opera con grande potere nei Cristiani. Egli ha arguito che il potere del peccato deriva largamente dal fatto che e` inimicizia verso Dio e risiede in un cuore manipolatore e imperscrutabile. Egli dice che il peccato esprime la propria inimicizia in due modi: (1) con avversione e odio verso Dio, e (2) osteggiando Dio. Egli aggiunge inoltre che il peccato osteggia Dio in due modi: (1) con la forza e (2) con l’inganno. Abbiamo visto che la forza causa le concupiscenze del peccato, il suo lottare e osteggiare, i suoi tentativi di prendere prigioniera l’anima e l’intrinseca pazzia. In questo capitolo abbiamo cominciato la discussione del potere che il peccato insito riceve grazie al suo inganno.

Che il peccato persegua la sua opera prevalentemente mediante l’inganno e` fuori dubbio. Molti testi biblici lo mettono in chiaro. E questo inganno inizia nella mente e procede per gradi, sempre ricercando la morte del peccatore e facendo i suoi progressi attraverso le tentazioni. Giacomo 1:14-15 punta a queste due realta`.

Quindi, il peccato cerca di sviare la facolta` guida dell’anima, cioe` la mente, dall’attendere ai suoi due doveri cardinali: (1) mantenere l’intera anima in un’attitudine di obbedienza, e (2) assicurarsi che tutti i nostri meticolosi o specifici doveri di fronte a Dio siano eseguiti in accordo con cio` che Dio desidera, cioe` che tutti gli atti di obbedienza siano compiuti nel giusto momento, modo e tempo.

Ora, secondo Owen, ci sono due apetti nel primo dovere della mente di mantenere l’anima in un’attitudine di obbedienza. Essi sono: (1) considerare adeguatamente se stessi, il peccato e la sua bassezza, e (2) riflettere costantemente su Dio, la sua grazia e la sua bonta`. L’obbiettivo di Owen in questo capitolo era di trattare solamente questi due aspetti del primo dovere della mente. Egli trattera` gli altri aspetti di questo primo dovere, nonche` il secondo dovere, nei capitoli successivi.

Per quanto concerne il considerare noi stessi, il peccato e la sua bassezza, il peccato insito cerca di indurre la mente ad abusare della grazia (quando noi trattiamo con leggerezza i nostri doveri o usiamo la misericordia come occasione per peccare) e sviare l’attenzione dalla doverosa considerazione della bassezza del peccato quando diventiamo piu` vecchi e le nostre emozioni diminuiscono. Il peccato insito svia la mente dal riflettere su Dio e la sua grazia anche colmandola di preoccupazioni terrene, preoccupazioni che mettono a tacere Dio e la sua volonta` per le nostre vite. Da questo breve capitolo risulta chiaro che i Cristiani devono osservare scrupolosamente (ma non con un’attitudine di timore) i modi in cui il peccato cerca di ingannare la mente.


64 VI:158-59.

65 VI:211.

66 VI:212.

67 VI:213.

68 VI:213-14.

69 VI:215.

70 VI:217.

71 VI:222.

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