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Il Peccato Insito e` Inimicizia Verso Dio Attraverso l'Opposizione

Introduzione

Nel primo capitolo abbiamo appreso che, secondo Romani 7:21, il peccato insito agisce come un'impellente legge interiore che e` sempre presente nei credenti ed e` ancor piu` riconoscibile quando vorremmo fare il bene. Esiste comunque, per mezzo dello Spirito di grazia, una volonta` costante, e di solito prevalente, di fare il bene a dispetto dell'opposizione causata dal peccato. Nel secondo capitolo abbiamo visto che il riferirsi al peccato insito come a una legge ne dismostra il potere. Esso cerca costantemente di dominare una persona e ha questa efficacia (cioe` il potere di realizzare la propria volonta`) per mezzo delle pressioni esercitate in termini di punizioni o ricompense.

Nel terzo capitolo Owen continua a dare ulteriori prove della fonte del potere del peccato dentro di noi. In parte avviene a causa della natura del cuore, dove il peccato opera incessantemente, cercando la propria incontestata sovranita`. Il cuore e` imperscrutabile e ingannevole piu` di qualsiasi altra cosa e questo da` al peccato molto del suo potere e efficacia. Nel quarto capitolo, continuando sullo stesso tema, Owen ci insegna che il peccato ricava il proprio potere dalla sua stessa natura che e` pura inimicizia verso Dio. Inoltre, esso e` contro la totalita` di Dio e ci ha inquinati completamente (cioe` ogni parte del nostro essere e` macchiata dalla corruzione).

Nel quinto capitolo Owen inizia a delineare altri due modi in cui il peccato e` inimicizia verso Dio e pertanto potente. Egli dice che l'inimicizia si rivela nell'avversione del peccato verso Dio (cioe` odio e ripugnanza verso Dio) e nella sua costante opposizione a Dio. Owen dice che quest'avversione si trova sia nella mente che nelle emozioni e ci influenza sia a livello privato che pubblico. Egli elenca poi cinque modi per prevenire i frutti e gli effetti di quest'avversione: (1) mantenere una santita` generale nella nostra totale ubbidienza a Dio; (2) impegnarci a prevenire l'avversione fin dai suoi primi segnali; (3) non permettere ad alcuna avversione di prevalere fino alla conquista; (4) persistere in una costante umilta` a causa della corruzione della nostra anima a questo riguardo, e (5) riempire la mente con l'eccellenza e la bellezza delle cose spirituali. Un buon consiglio davvero!

Veniamo ora al sesto capitolo. Abbiamo parlato dell'avversione del peccato insito nel quinto capitolo. Ora, nel sesto capitolo, Owen vuole parlarci del secondo modo in cui il peccato dimostra il proprio potere, vale a dire, attraverso l'opposizione a Dio. Il peccato insito generalmente si oppone a Dio desiderando continuamente il male e, esplicitamente, lottando e osteggiando. Altri due punti circa il successo e la pazzia del peccato verranno trattati nel settimo capitolo.

Una Dettagliata Discussione dell'Argomento del Sesto Capitolo

L'inimicizia si opporra` e contendera` con tutto cio` a cui e` nemica; questo vale tanto per le cose naturali come per quelle morali. Come la luce e l'oscurita`, il caldo e il freddo, si oppongono l'un l'altro, cosi` e` per la virtu` e il vizio. Cio` vale anche per il peccato e la grazia; l'apostolo dice: “Questi si oppongono l'uno all'altro,Gal. v. 17;—ajllhloi avntivkeitai. Essi sono messi e stabiliti in reciproca opposizione, e questo, come vedremo, accade continuamente e costantemente.45

    La Generale Tendenza del Peccato: Concupisce

L'apostolo Paolo dice in Galati 5:17 che la carne ha desideri contrari allo Spirito [cioe` desidera contro lo Spirito], e lo Spirito ha desideri contrari alla carne, perche` questi si oppongono l'un l'altro... Owen pertanto conclude che, proprio come la funzione generale del fuoco e` di bruciare, cosi` la funzione generale del peccato e` di concupire. Tutte le azioni del peccato, in tutte le facolta` e propensioni dell'anima, sono principalmente e fondamentalmente desideri che nascono dalla carne (cf. Gal. 5:16; Rom. 13:14). Questi desideri non sorgono pero` solamente in connessione con l'aspetto sensuale dell'essere umano, ma anche nella sua mente (Ef. 2:3). Essi cercano di corrompere le nostre intere vite (2 Cor 7:1). Averne la chiarezza e` una consistente parte della nostra santificazione e porta alla liberazione dal vecchio uomo (1 Tess 5:23). Questi desideri operano principalmente in due modi: (1) con una segreta, intima propensione per tutto cio` che e` male, e (2) e con la loro continua influenza verso il male.

      Con una Segreta, Intima Propensione verso Tutto Cio` che e` Male

Le intenzioni e i pensieri di un uomo non rigenerato, descritti in Gen. 6:5, implicano sempre e solamente il male. Questa e` l'abituale condizione del suo cuore perche` il peccato non conosce opposizione alcuna, ma regna liberamente. Egli e` sotto il completo dominio del peccato. Dobbiamo pero` stabilire una differenza con l'uomo rigenerato. Il suo cuore e` stato liberato, per mezzo della grazia interiore, dalla legge e dominio del peccato. La costante disposizione del suo cuore non e` verso il compiere il male, ma il compiere il bene. Questo non significa pero` che il peccato non sia presente e non lo influenzi costantemente (il male e` presente con me). Lo e`. Parlando dell'uomo rigenerato, Owen afferma:

Pero` ora, sebbene le sue fonti [cioe` del peccato insito] siano molto prosciugate dalla grazia rigeneratrice, i suoi flussi e azioni diminuiti dalla santita`, tuttavia, mentre qualcosa ne rimane, fara` costantemente pressione per esprimersi, per raggiungere l'attuazione del peccato: questo e` il suo desiderio. 46

Ci sono principalmente due modi in cui si puo` spesso scoprire questa abituale tendenza della legge del peccato: (1) coglie inaspettattamente l'anima, e (2) fa abitualmente tendere a portare a termine ogni tentazione con la completa attuazione del peccato.

          1) Coglie Inaspettatamente l'Anima

Ci sono momenti in cui, senza nessuna apparente provocazine o induzione, il peccato insito sorprende l'anima con irrazionali, inaspettate e peccaminose fantasie e immaginazioni. Qualcosa di simile accade anche con i movimenti della grazia santificante nelle nostre anime. Senza determinazione alcuna da parte nostra di risvegliare la grazia di Dio, ci troviamo nondimeno colmi di fede, amore verso la gente, e gratificazione in Dio.47 Pertanto, sia la legge del peccato che il principio della grazia sono all'opera in noi. Ma, ancora una volta, per quanto concerne il peccato, esso opera mentre siamo inconsapevoli, cioe` senza informare le nostre menti dei suoi pianie posizioni. A volte, per dimostrare la propria forza e potere, lavora segretamente contro gli sforzi che noi, ispirati dallo Spirito, facciamo per mortificare un certo peccato. Owen commenta:

Pertanto accade che, mentre l'anima sta spesso facendo, per cosi` dire, tutt'altra cosa, completamente impegnata verso un altro intento, il peccato lancia nel suo cuore o nelle sue immaginazioni qualcosa che la distoglie e la porta verso cio` che e` male e corrotto. A volte, giusto per manifestare il proprio potere, mentre l'anima e` seriamente impegnata nella mortificazione di un certo peccato, esso, in un modo o nell'altro, la portera` a gingillarsi (cioe` intrattenersi) proprio con quel peccato che sta cercando di distruggere, e nella cui mortificazione si sta impegnando!48

          2) Fa Abitualmente Tendere a Portare a Compimento Ogni Tentazione

Il peccato insito e` abitualmente preparato e si aspetta di portare a compimento ogni tentazione con il relativo peccato. Non vi era comunque nulla in Gesu`, ne` inizialmente in Adamo, che fosse attratto dalle tentazioni esterne. Una citta`, al cui benessere gli abitanti sono fermamente e inflessibilmente dediti, e` praticamente impenetrabile all'attacco. Cosi` era per Cristo. Non c'era separazione, ipocrisia, o segreto peccato nella Sua anima e pertanto le tentazioni esterne non potevano penetrare. Ma noi siamo un altro tipo di citta`, dato che in noi esiste separazione e abbiamo un maligno traditore che vive all'interno delle nostre porte. La tentazione puo` quindi trovare un amico in noi e il peccato insito e` sempre li` ad aprire la porta e a darle libero accesso. Davide dice in Salmo 38:16-17 che il suo piede stava per scivolare e egli stava per cadere. Il peccato insito cerca sempre di ottenere la vittoria completa persino dalla minima tentazione.

Non c'e` nulla cosi` vano, irrazionale, ridicolo, indulgente; nulla cosi` degradato e abominevole; nulla cosi` ateistico o esecrabile, eppure, se viene proposto all'anima in forma di tentazione, c'e` in questa legge del peccato qualcosa che fa si`che essa sia pronta a risponderle prima che venga deprecato dalla grazia. Questa e` la prima cosa in questo concupire della legge del peccato: consiste nella sua inclinazione verso il male che si manifesta mediante inconsci attacchi di sorpresa dell'anima verso il peccato, e la sua prontezza, senza discussione o considerazione, ad unirsi in ogni possibile tentazione.49

      Si Adopera Continuamente per il Male

Il peccato insito non solo si adopera continuamente per spingere al male, ma e` costantemente in antagonismo con cio` che e` buono. Tenta continuamente il santo perche` ceda ai desideri che esso propone alla mente e alle predilezioni e a ignorare le direzioni dello Spirito. Come dice Giacomo: Ogni uomo e` tentato dalla sua stessa concupiscenza (1:14). Inoltre, cio` e` un fatto costante e inesorabile, intrinseco alla sua esistenza.

Questa e` l'opera del peccato: jEpiqumei~—Concupisce. Sorge nel cuore e propone alla mente e alle predilezioni cio` che e` male, adoperandosi, per cosi` dire, perche` l'anima porti a compimento le sue proposte, o almeno le porti avanti il piu` possibile, anche se non ha prevalso completamente.50

Ora, alcune tentazioni vengono dall'esterno e non sono necessariamente di per se` cose cattive. Ma altre vengono dall'interno, sono intrinsecamente maligne e rappresentano precisamente l'opera della legge del peccato insito.

E questa e` l'opera della legge del peccato insito: sorge senza posa e all'infinito, proponendo innumerevoli forme e manifestazioni del male, di questo o quel tipo, proprio in ogni possibile forma in cui la natura dell'uomo e` capace di esercitare corruzione. Trama e propone sempre all'anima qualcosa che sia in sostanza, forma, o circostanza, smoderato, materialistico e contro la regola.51

Queste sono il tipo di idee espresse dall'apostolo Paolo in 1Tessalonicesi 5:22 e da Isaia al Cap. 57:20-21. L'apostolo ammoni` la giovane chiesa di astenersi da ogni impulso/manifestazione del male, e il profeta primario dichiaro` che i malvagi sono come il mare agitato che non ha riposo e le cui onde portano continuamente alla superficie fango e melma. Infatti, non c'e` pace per il malvagio dice Dio attraverso Isaia.

Questa quindi e` la prima cosa che il peccato fa nel suo antagonismo e inimicizia verso Dio, cioe`, concupisce contro Dio. Lo fa con una nascosta, intensa propensione verso tutto cio` che e` male e un continuo adoperarsi per il male, per completare, come dice bene Owen, ogni tentazione. Ma c'e` anche un modo peculiare in cui il peccato e` in antagonismo con Dio: per essere esatti, osteggia Dio.

    Il Modo Peculiare di Contendere del Peccato: Lotta o Osteggia

Quando Owen dice che il peccato insito lotta, vuole dire che agisce con la forza e la violenza di un uomo in guerra.

Qualunque proposta (cioe` idea peccaminosa) avanzi alla mente mediante le predilezioni, persegue, urge, fa pressione con tutta la determinazione a sua disposizione, vigorosamente e impudentemente osteggiando fino alla propria vittoria. Se non fosse cosi` e si limitasse a suggerire peccati alla mente, non ci sarebbe il conflitto che abbiamo. Ma esso letteralmente marcia, per cosi` dire, sulla capitale pretendendo una completa e totale resa. I suoi due modi di osteggiare includono la ribellione contro il principio della grazia e il contendere per avere il predominio sull'anima.

      Si Ribella contro la Grazia

Nel credente ci sono due leggi opposte. Una e` la legge del peccato e l'altra e` la legge della mente, chiamata anche la legge della grazia o la legge dello Spirito. Queste due sono costantemente in conflitto l'una verso l'altra, ma non possono essere entrambe sovrane. In realta`, lo Spirito di vita ci ha liberati dalla completa soggezione alla legge del peccato e della morte (Rom 8:1-2). Noi troviamo piacere nella legge di Dio nell'uomo interiore (Rom. 7:22) e il peccato non ha piu` dominio su di noi perche` siamo sotto la grazia (6:14). La grazia ha sovranita` sulla volonta`, la comprensione e le predilezioni, ma non sempre abbiamo la vittoria. Owen si chiede perche` e` cosi`. Egli dice che la risposta sta nel riconoscere che la legge del peccato fa guerra e si ribella contro il principio della grazia in due modi: (1) si oppone agli scopi generali dell'anima e (2) si ribella contro particolari doveri. Diamo una breve occhiata a questi due:

          1) Si Oppone allo Scopo Generale dell'Anima

Se lo Spirito di Cristo dimora in una persona, il disegno e lo scopo generale della vita di quella persona e` di comportarsi in conformita` con Cristo in ogni cosa. Questo e` cio` che Dio disse ad Abramo in Genesi 17:1:

      Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: Io sono il Dio Onnipotente. Cammina alla mia presenza e sii integro.

Paolo disse la stessa cosa in Filippesi 3:12-14:

3:12Non che io abbia gia` raggiunto questo, cioe` non sono ancora in uno statodi perfezione, ma mi sforzo nel tentavito di afferrare cio` con cui Cristo ha afferrato me.3:13 Fratelli e sorelle, io non pretendo di averla raggiunta. Sono invece determinato: dimenticando il passato e protendendomi verso l'avvenire, 3:14 con questa meta in mente, mi lancio verso il premio della celeste chiamata di Dio in Cristo Gesu`.

Con le parole sforzandomi e protendendomi, Paolo esprime la ricerca universale di Dio da parte dell'anima rigenerata. Pero` anche nel migliore dei santi, per cosi` dire, continua ad agire il peccato che cerca di dividere il cuore, causare esplosioni di emozioni carnali e incoraggiare il dubbio. Owen la definisce non una divisine del cuore, ma nel cuore. E` il peccato insito che ostacola la generale disposizione dell'anima a un cammino in intimita` con Dio.

          2) Si Ribella contro Particolari Doveri

Non solo il peccato insito si dispone costantemente contro la semplice generale devozione verso Cristo, ma si ribella anche riguardo ai nostri peculiari doveri verso Dio. Per esempio il pregare. Ogni Cristiano ha sia il privilegio che la responsabilita` di pregare. Ma i Cristiani spesso falliscono a questo riguardo, o perche` non pregano, o perche` non pregano con la costanza e nel modo che e` stato loro insegnato nella Scrittura. Come dice Owen, un Cristiano potrebbe

pregare nello spirito, con fervore, con sospiri e lamenti che non possono essere espressi, in fede, con amore e diletto, mettendo a nudo la propria anima davanti al Signore. A questo egli mira. Ora, spesso egli trovera` ribellione, una lotta della legge del peccato al riguardo. Egli trovera` difficile fare alcunche` di tutto cio` che aveva pensato di fare. Non dico che sia sempre cosi`, ma e` cosi` quando il peccato fa guerra e si ribella, e in questo modo esprime in modo particolare il suo potere .52

In breve, non c'e` comando della grazia amato dall'anima, che essa approvi e a cui miri, che non sia, nella nostra esperienza di ubbidienza, attaccato dal peccato insito.

      Contende per avere il Predominio sull'Anima

Non solo il peccato insito si ribella contro il princio della grazia profondamente stabilito in noi mediante la nostra unione a Cristo e la continua opera personale dello Spirito, ma inoltre esso assale l'anima. Ancora una volta Owen, seguendo la Scittura, evidenzia il linguaggio di guerra, lotta e battaglia. 1 Pietro 2:11 dice che i desideri peccaminosi assalgono l'anima. Giacomo dice la stessa cosa (Giacomo 4:1). Pietro ci dice contro cosa questi desideri iniqui combattono: contro l'anima, per meglio dire l'anima rigenerata. Giacomo ci dice con che cosa o mediante cosa tali spinte combattono, cioe` mediante la corruzione gia` presente dentro di noi. Lo scopo principale dell'opposizione operata dal peccato e` la sovranita` e l'incontrastato predominio e supremazia. Per raggiungere questa supremazia il peccato assale in tre modi: (1) tenacemente agisce per generarla: (2) ci spinge costantemente verso il peccato, e (3) intrappola le affezioni e le porta a lottare contro la mente.

          1) Il Peccato Ci Assale Agendo con Sicurezza

In Romani 7:24 Paolo invoca: Chi mi liberera` da questo corpo di morte. Quando inseguiamo un nemico non invochiamo la liberazione, ma la vittoria. Quando pero` siamo inseguiti da un nemico, invochiamo la liberazione. Pertanto in Rom. 7:24 Paolo dipinge il peccato come un nemico che lo insegue e da cui vuole essere liberato. Quindi, mediante la vanita` dei nostri pensieri, la follia delle nostre immaginazioni o la sensualita` delle nostre emozioni, siamo assaliti dal peccato. Vale a dire che il peccato non sorse perche` decidemmo di camminare con Dio in qualche particolare dovere, ma piuttosto esso uso` le nostre debolezze e, senza ragione apparente, si ribello`.

          2) Il Peccato Ci Assale con la Sua Persistenza o Determinazione a Prevalere

Il nostro nemico non si concede posa e non e` contento se non fa continuamente pressione fino ad assicurarsi la vittoria su di noi. Se lo sconfiggiamo ora, esso ritornera` un po` piu` tardi. Se portiamo contro di esso la croce di Cristo, esso esita, ma presto perpetrera` un altro trucco. Se meditiamo sull'amore di Dio, esso si adopera con risolutezza ancora maggiore. Se gli ricordiamo il fuoco dell'inferno, esso si precipita dentro le fiamme. Rimproveragli la sua follia e insanita`: esso non conosce vergogna e continua a procedere. Una persona cerca di dimenticare una tentazione ed ecco che il peccato e` li` a ricordargliela. Mediante questa costante agitazione, esso indebolisce l'anima e se lo Spirito non viene in nostro soccorso, accadra` il peccato.

Non c'e` nulla di piu` sorprendente e terribile nell'opera del peccato della sua persistenza. L'anima non sa che fare: essa detesta, aborrisce, odia il male a cui tende; essa disprezza tali pensieri, li odia come l'inferno; eppure essa stessa se li impone come se fosse un'altra persona, un assoluto nemico trovato dentro di se`.53

Questo e` il pensiero che Paolo esprime in Romani 7:15-17:

7:15 Non capisco infatti quello che faccio: non eseguo cio` che voglio, ma faccio cio` che odio.7:16 Ma se faccio cio` che non voglio, riconosco che la bonta` della legge. 7:17 Ora, non sono quindi io a farlo, ma il peccato che vive in me.

Anche se Paolo odia il peccato che commette, egli deve riconoscere il fatto che non puo` semplicemente liberarsi di esso. Sebbene lo odi, non puo` lasciarlo perdere e, per cosi` dire, procedere. Questo e` vero perche` non e` lui a commetterlo, ma il peccato che vive in lui. Anche noi siamo nella stessa situazione perche` nel presente della salvezza, cioe` mentre possediamo lo Spirito ma stiamo aspettando la nostra glorificazione, anche noi dobbiamo fronteggiare lo stesso nemico all'interno. Non possiamo semplicemente liberarcene. Esso non se ne andra`, e cosi` e` esattamente come Dio ha voluto che fosse. Coloro che professano di essere completamente e per sempre liberi dal peccato stanno essenzialmente dichiarando piu` di cio` che la Scrittura permette, cadendo preda dell'ingannevolezza del peccato. Fra l'altro essi, in questo modo, non fanno piacere a Dio. Non capiscono di cosa stiano parlando.

          3) Il Peccato Assale l'Anima Intrappolando le Affezioni

La grazia puo` impadronirsi della mente e del giudizio di una persona, ma se la persona permette al peccato insito di intrappolare le proprie emozioni o affezioni, eromperano azioni inique. In verita`, le emozioni si dimostrano una cittadella da cui il peccato puo` lanciare i suoi vili attacchi. Il grande dovere della mortificazione e` quindi principalmente inteso per le affezioni come dice Paolo in Colossesi 3:5:

Percio` mettete e morte tutto cio` che nella vostra natura e` terreno: immoralita` sessuale, impurita`, vergognose passioni, smodati desideri e l'avidita`, che e` poi idolatria.

Sommario del Sesto Capitolo

Il peccato insito agisce come inimicizia verso Dio. Imparammo nel quinto capitolo che il peccato e` inimicizia data la sua costante e universale avversione verso Dio. Qui nel sesto capitolo abbiamo visto l'inimicizia del peccato verso Dio in termini di opposizione a Dio.

Vi sono inoltre due testate generali sotto cui il peccato agisce in opposizione a Dio. Primo: la sua generale inclinazione a concupire. Questo concupire consiste nella sua nascosta, intima propensione verso tutto cio` che e` male e nel fatto che esso continuamente si adoperi per il male. Il peccato insito fa ogni sforzo per portare avanti ogni tentazione e produrre atti iniqui completamente compiuti. Secondo: il modo peculiare del peccato insito di contendere e` lottando o osteggiando mediante la ribellione contro il principio della grazia che Dio ha stabilito in noi; esso desidera avidamente contendere per l'estremo e incontestato predominio sulle nostre anime. Il peccato si ribella contro il principio della grazia generalmente contrastandolo e ribellandosi quando cerchiamo di eseguire i doveri assegnatici da Dio. Il peccato contende per il predominio sull'anima anche col coglierla di sorpresa mediante i suoi costanti, incessanti e, per l'anima, snervanti tentativi di produrre azioni inique, e intrappolando le emozioni nel peccato e attirandovi la mente.

E` nostro effettivo dovere dunque camminare in presenza di Dio in umilta`. Owen dice che facciamo cio` riflettendo sulla gloria di Dio, la Sua santita`, maesta`, potere e autorita` e, allo stesso tempo, sulla nostra meschina, abbietta e iniqua condizione. Questo dovrebbe portarci all'umilta` se e` fatto alla presenza di Cristo e per la Sua gloria. Il frutto dovrebbe essere modestia, compassione, disponibilita` a perdonare gli altri, e amore. Non ci sara` posto per ipocrite attitudini di giudizio e condanna. Come dice Owen,

L'uomo che comprende l'empieta` del proprio cuore e quanto esso sia vile, e` la sola utile, produttiva e solida persona che crede e ubbidisce. 54


45 VI:189.

47 Owen non sta suggerendo qui che non dovremmo sforzarci di soffiare sul fuoco della grazia di Dio, ma piuttosto sta semplicemente dicendo che ci sono momenti in cui, senza nessuna apparente fede o inclinazione da parte nostra, sentiamo che Dio sta lavorando in noi (cf. Phil 2:12-13).

48 VI:192.

49 VI:194.

50 VI:194.

51 VI:194.

52 VI:198.

53 VI:199.

54 VI:201.

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