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Direttiva Particolare N. 2: Ottieni Un Chiaro Senso della Colpa del Peccato

Introduzione

Come sempre, iniziamo ogni nuovo capitolo facendo un ripasso. Questa volta cominceremo dall'inizio e considereremo fino al presente capitolo. Nei capitoli dal primo al terzo imparammo che la mortificazione e` un dovere che dura per tutta la vita di ogni Cristiano, anche quelli [cosi`detti] migliori fra noi, e che lo Spirito ne e` la causa efficiente. La nostra discussione si basava e fluiva da un'esegesi di Romani 8:13. Nel quarto capitolo imparammo che il vigore e il benessere della nostra vita spirituale dipendono dalla mortificazione del peccato. Nel quinto e sesto capitolo, avendo stabilito una base dal primo al quarto, imparammo cio` che la mortificazione non e`, come pure cio` che effettivamente e`. Nel settimo e ottavo capitolo si erano stabilite due regole generali per la mortificazione del peccato. Per prima cosa, nel settimo capitolo, Owen dichiara che non c'e` reale mortificazione se un uomo non e` un credente. Secondariamente, nell'ottavo capitolo, Owen arguisce che la mortificazione di un qualunque peccato dipende dall'universalita` dell'ubbidienza, cioe` ubbidienza in tutto, non solo riguardo al peccato che ci disorienta. Nel nono capitolo, Owen ha dato la prima di varie direttive particolari per la mortificazione di un desiderio: considera i pericolosi sintomi che accompagnano il tuo desiderio. Con questo egli vuole dire che una persona dovrebbe essere vigile riguardo ad almeno sei punti: (1) l'inveteratezza del peccato, cioe` quanto a lungo e` stato permesso a un certo desiderio di rimanere incontestato nel nostro cuore e la forza che ne ha pertanto acquisito; (2) in quali modi alleviamo la nostra coscienza a dispetto di un peccato inconfessato; (3) quanto quel peccato abbia avuto successo, se non altro nel dilettare le nostre menti, e se siamo o no capaci di intervenire su di esso immediatamente; (4) una volonta` di liberarci del peccato, solo alla luce di possibili punizioni; (5) l'esistenza di una durezza giudiziaria e (6) la forza che un desiderio ha di resistere ai messaggi di Dio, messaggi che includono afflizione, diserzione e il richiamo di Dio attraverso il ministero della parola. Se esistono questi sei punti, un normale processo di mortificazione non servira`.

Abbbiamo brevemente riassunto i capitoli dal primo al nono. Nel decimo capitolo, Owen continua la sua discussione di particolari principi per la mortificazione di un desiderio. Ecco il secondo principio (per il primo, vedi il nono capitolo): Ottieni un chiaro e durevole senso, nella mente e nella coscienza, della colpa, pericolo e male, di quel peccato che ti disorienta.

Una Dettagliata Discussione dell'Argomento del Decimo Capitolo

L'argomento del decimo capitolo e` un'esposizione del secondo principio particolare stabilito immediatamente sopra. Owen ci da` quindi due modi in cui possiamo approfondire il senso della colpa di un peccato, cosicche` non ci giustifichiamo riguardo a esso. Inoltre, ci da` quattro indicazioni riguardo al pericolo di un desiderio, includendo l'ingannevolezza; la correzione divina; la perdita di pace e forza; e la rovina eterna. Infine, Owen parla di tre mali che accompagnano ogni peccato, cioe` il fatto che addolori lo Spirito di Dio, ferisca di nuovo il Signore Gesu` Cristo e privi l'uomo della propria utilita` per il Signore. Guardiamo ora piu` dettagliatamente a queste tre aree.

    Principio Particolare N. 2: Ottieni un Chiaro e Durevole Senso della Colpa del Peccato

    E` un tratto distintivo dell'umanita` caduta, il fatto che troviamo scuse per il nostro peccato, a volte persino davanti ai piu` atroci crimini. Spesso lo facciamo deviando lo sguardo altrui dall'offesa che abbiamo appena commesso, verso qualche altra (peggiore) offesa commessa da altri. Guarda diciamo, non sono cattivo come quella persona. Perche`... io quello non l'ho mai fatto! Non c'e` da meravigliarsi che la Bibbia si riferisca al peccato come incredibilmente imbroglione e sia anche colma di esempi che illustrano questo punto. Prendete per cominciare la vita di Davide. Basti pensare a che punto egli arrivo` per potersi assolvere dal proprio peccato verso Betsabea, finche` finalmente il profeta Natan tacito` tutti i sotterfugi e le finzioni con la sua parabola, cosicche`[sic] Davide finisse con l'essere assalito completamente dal senso della colpa del proprio peccato. Owen dice:

Ci sono innumerrevoli modi in cui il peccato distrae la mente da un giusto e dovuto timore per la propria colpa. Le sue clamorose esaltazioni oscurano la mente, impedendole di avere una giusta valutazione delle cose. Ragionamenti confusi; estenuanti promesse; tumultuosi desideri; false motivazioni; speranze di perdono; tutti giocano la loro parte nel perturbare la mente dal considerare la colpa di un dominante desiderio.86

    C'e` quindi, per i Cristiani, il bisogno di esaminare profondamente le proprie inique vie e non evocare troppo in fretta pensieri di perdono, altrimenti non si comprende realmente cio` che si e` fatto. Essi devono piuttosto imparare a stabilire un corretto giudizio circa la colpa del proprio peccato. Owen suggerisce due vie per crescere in questo. Primo: dobbiamo comprendere che, poiche` siamo coloro che sono stati portati dalla morte alla vita e abbiamo fatto esperienza della grazia liberatrice di Dio, in un certo senso il peccato diventa piu` grave quando viene commesso da noi, di quando e` commesso da un non-credente. Questo perche` abbiamo peccato contro la personale conoscenza della misericordia, grazia, assistenza, sollievo, risorse e liberazioni di Dio, cosa che i non-credenti non hanno. Secondo: Dio vede l'abbondanza della bellezza che esiste nei desideri dei nostri cuori di credenti, piu` di quanto essa possa esistere nel migliore degli uomini non-rigenerati e nelle loro opere, ma Egli vede anche l'incredibile malvagita` nei nostri cuori, dato che commettiamo peccati nonostante la nostra conoscenza della grazia. Noi dichiariamo una cosa e ne pratichiamo un'altra; siamo ipocriti riguardo alla nostra testimonianza verso Dio. Dio, vede tutto questo. Ricordate cio` che Cristo disse alla chiesa di Laodicea: Io conosco le vostre opere (Rev 3:15).

    Riassumento quindi, la consapevolezza di questi due fatti, cioe` che il nostro peccato e` in un certo senso piu` grave perche` noi pecchiamo coscientemente contro Cristo, e anche il fatto che Dio veda questa malvagita`, dovrebbe esserci di aiuto per guidarci a un corretto riconoscimento della colpa del nostro peccato. Noi non possiamo correre a nasconderci come hanno pensato di poter fare i nostri primi genitori.

    Ottieni Un Chiaro e Durevole Senso del Pericolo del Peccato

    Noi, non solo dobbiamo considerare la colpa del nostro peccato, ma anche riconoscere i pericoli che vi sono connessi. Il primo reale pericolo che corriamo e` di diventare insensibili a causa dell'ingannevolezza del peccato. In verita`, questo e` estremamente pericoloso perche` e` ingannevole; e` difficile rendersene conto quando sta avvenendo. Ebrei 3:12-13 dice:

3:12 Badate, fratelli e sorelle, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo che vi allontani dal Dio vivente. 3:13 Ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finche` si puo` dire Oggi, perche` nessuno diventi insensibile a causa dell'ingannevolezza del peccato.

    E` importante realizzare che l'insensibilita` di cui si parla qui e` estrema; non lasciatevi ingannare: il peccato non si accontenta mai di fermarsi prima della rovina; con ogni mezzo disponibile, esso fara` passi in quella direzione. Piu` ci inoltriamo progressivamente nel peccato, piu` esso ci inganna, e minore diventa il timor di Dio. In questo senso e` simile all'ipossigenazione o perdita di ossigeno: siamo spesso incapaci di riconoscere il problema prima che sia troppo tardi. Riguardo alle devastanti conseguenze dell'ingannevolezza del peccato, Owen commenta:

Il peccato diventera` per te sempre piu` cosa da poco; ci passerai sopra come se niente fosse; crescera` fino a questo punto. E quale sara` la fine di tale condizione? Pensi possa capitarti niente di piu` triste? Arrivare al punto di considerare il peccato cosa insignificante, non e` sufficiente a far tremare il cuore? Pensieri che sottovalutano la grazia, la misericordia, il sangue di Cristo, la legge, il paradiso e l'inferno, vengono tutti allo stesso momento. Stai attento, questo e` cio` a cui ti porta il tuo desiderio: rende il cuore insensibile, danneggia la coscienza, acceca la mente, stordisce i sentimenti e inganna l'intera anima.87

    Il secondo pericolo che si corre continuando in un peccato, implica la correzione di Dio, chiamata a volte retribuzione, giudizio, o punizione. Owen non sta dicendo che Dio abbandonera` in eterno il suo amato (cf. Ro. 8:1, 38-39), ma che Egli usera` con noi la verga. Basti ricordare ancora una volta la relazione di Yahveh con Davide. A causa del suo peccato, il figlio di Davide mori`, il suo regno fu ridotto, il suo corpo agonizzo` e egli stesso fu esposto a pubblico scandalo e umiliazione. Dio aveva promesso che lo avrebbe fatto; Salmo 89:30-33 dice:

89:30 Se i suoi figli abbandonano la Mia legge e non camminano secondo i miei decreti, 89:31 se essi violano i miei statuti, e non osservano i miei comandamenti, 89:32 allora puniro` la loro trasgressione con la verga, e flagellero` le loro iniquita`. 89:33 Ma non gli togliero` la mia grazia, ne` tradiro` mai la mia fedelta`.

    Il terzo pericolo che corriamo quando persistiamo in un noto peccato e` la perdita di pace e forza. Come dice Owen essere in pace con Dio, avere forza per camminare davanti a Dio, e` il compendio delle grandi promesse del patto di grazia. 88 Ma che valore ha la vita se ogni giorno diventa un compito tedioso e sperimentiamo cosi` poco della Sua perfetta pace, che supera ogni comprensione, e della Sua forza, grazie alla quale possiamo fare qualsiasi cosa? Permettere a un peccato non-mortificato di avere via libera, ci puo` portare a questo punto. Ascoltate le parole di Isaia e Osea:

Isaia 57:17 Ero adirato a causa della sua empia avidita`, e con rabbia distolsi il mio volto, eppure egli continuo` a fare a modo suo.

Osea 5:14 Perche` io saro` come un leone per Efraim, come un grosso leone per la casa di Giuda. Io li faro` a pezzi e me ne andro`; li trasportero` via e non ci sara` nessuno a salvarli. 5:15 Poi me ne ritornero` alla mia dimora fino a quando essi ammetteranno la loro colpa. Allora essi cercheranno il mio volto; nella loro desolazione mi invocheranno intensamente.

    Quando la casa di Giuda trasgredi`, Dio adirato si nego`loro. Owen chiede quindi: Che pace ci puo` essere quando Dio si nega a noi? Questo e` diverso dall'ira e dal giudizio che Dio riversa continuamente sui non-credenti (vedi Romani 1:18-32). Questo e` il modo in cui Dio tratta il Suo popolo perche` esso arrivi a riconoscere la propria colpa, abbandoni la propria ostinazione e torni a invocarLo. Quando, per cosi` dire, Dio si nega a noi, perdiamo la bellezza della Sua compagnia e il potere di camminare alla Sua presenza. Lo scopo e` di farci ritornare a Lui. Owen dice:

Considera questo per un momento: anche se Dio non ti distruggesse completamente, tuttavia potrebbe porti nella condizione di vivere continuamente nel timore di essere distrutto. Abitua il tuo cuore a pensare a questo; fa che riconosca quale puo` essere il risultato di questa condizione. Non smettere di ponderare su questa eventualita` fino a quando hai portato la tua anima a tremare dentro di te.89

    Queste sono parole forti, ma vengono dal cuore di un pastore, un cuore che conosce cosa sia la peccaminosa ostinazione e quanto bruciante sia la mano di Dio che castiga. Owen vuole farci riflettere sul fatto che Dio potrebbe toglierci la pace e la forza; Egli potrebbe darci pena e sofferenza a causa di un peccato non-mortificato. Faremmo bene a pensare a lungo e intensamente a questo e ritornare ai nostri sensi; dobbiamo ricominciare ad avere un santo timore del Signore Iddio.

    Il quarto pericolo che noi corriamo quando viviamo con un peccato non-mortificato, e` il pericolo della distruzione eterna. Poiche` Owen crede nella sicurezza eterna del credente, si prende cura di spiegare cosa vuole dire con questo. Primo, egli nota che c'e` una connessione fra il continuo peccato e la distruzione eterna:

…che sebbene Dio decida di liberare alcuni dal continuare a peccare affinche` non possano essere distrutti, tuttavia Egli non liberera` dalla distruzione chi continua nel peccato; pertanto, a chiunque viva sotto il permanente potere di un peccato, si deve nel contempo far considerare la minaccia di distruzione e eterna separazione da Dio. Cosi` in Ebrei iii. 12; a cui si aggiunge il cap. x. 38.90

    Owen continua a discutere il problema del peccato abituale. Faremmo bene ad ascoltare attentamente cio` che egli ha da dire perche` questo e` un argomento che oggi molti (inclusi insegnanti della Bibbia) non comprendono molto bene, o non comprendono affatto. Generalmente, essi hanno talmente confuso l'amore di Dio con una certa sentimentale attitudine verso il peccato, che non c'e` piu` posto per la Sua santita`, ne` c'e` alcuna analoga fiducia che Egli possa proteggerli fino alla fine. Vale infine la pena di citare Owen:

Che colui che e` cosi`vincolato... sotto il potere di una corruzione, non puo` avere a questo punto alcuna prova tangibile del proprio interesse per il patto, grazie alla cui efficacia egli possa essere liberato dal timore della distruzione; pertanto la distruzione del Signore puo` giustamente essere un motivo di terrore per lui e egli dovrebbe guardare a essa come alla fine del proprio percorso e modo di vivere. Non c'e` condanna per coloro che sono in Cristo Gesu`, Rom. viii.1. Vero; ma chi avra` il conforto di questa affermazione? chi puo` presumerla per se stesso? Coloro che camminano secondo lo Spirito e non secondo la carne. Ma voi direte: Non e` questo che porta gli uomini a non credere? Io rispondo: No. C'e` un doppio giudizio che un uomo fa di se stesso: prima di tutto circa la propria persona; e secondariamente circa il proprio comportamento. Io sto parlando del giudizio del suo comportamento, non della sua persona. Assumiamo pure che un uomo ottenga la migliore testimonianza possibile riguardo alla propria persona, rimane tuttavia suo dovere presupporre che un iniquo comportamento finira` con la distruzione; non farlo, e` ateismo. Io non sto dicendo che in tale condizione un uomo dovrebbe gettar via le prove del proprio personale interesse in Cristo; ma io dico che egli non puo` conservarle. Esiste una doppia condanna per la personalita` di un uomo. Prima di tutto riguardo all'abbandono, quando l'anima conclude che merita di essere tagliata fuori dalla presenza di Dio; e questo non ha niente a che fare con il non credere, ma e` piuttosto un effetto della fede. Secondariamente, riguardo al soggetto e evento, quando l'anima conclude che sara` dannata. Io dico che questo non compete a nessuno, ne` chiamo a farlo; ma dico che se un uomo fosse portato a concludere da se` che la fine del proprio comportamento sara` la morte, questo puo` portarlo a fuggire da quel comportamento. E questa e` un'altra considerazione che dovrebbe stabilirsi nell'anima, se essa desidera essere liberata dal groviglio dei propri desideri.91

    Riassumiamo cio` che Owen sta affermando qui. Io penso sia questo: la persona che crede di poter continuare in peccato senza il minimo desiderio di esserne liberato/a (molto spesso perche` essa non considera neppure che il peccato in questione sia un vero peccato), non dovrebbe credere che il paradiso sara` la sua destinazione; essa dovrebbe arrivare alla conclusione che ad attenderla vi siano terrore e giudizio. La speranza del paradiso non dovrebbe venire offerta a coloro che non ne desiderano, in qualche misura, il regno nel qui e ora. Per contro, la persona che dice che dovrebbe essere scacciato/a dalla presenza di Dio, e` certamente un credente, perche` i non-credenti non posseggono tale acuta comprensione del proprio peccato in relazione con Dio e la Sua santita`. Si dovrebbe permettere al proprio peccato e alle sue possibili conseguenze, di spingerci a sfuggirlo.

    In breve, notate che Owen non sta dicendo che, poiche` una persona pecca, egli/ella non dovrebbe avere speranza alcuna nel paradiso. Non e` affatto cosi`. Egli non sta infatti formulando un tale giudizio. Egli sta semplicemente asserendo che, se voi veramente continuate a peccare senza pensare neppure per un attimo alla vostra destinazione finale, egli non vi offrirebbe il paradiso. Pertanto non sta dicendo che voi siete o non siete credenti, ma solamente che egli non vi tratterebbe come tali, e voi pure dovreste essere cauti nell'affermare di credere, quando state facendo cosi` poco riguardo al vostro peccato. L'argomento e` un'evidenza per la deduzione, non la causa di un effetto. Owen non sta dicendo che la causa della vostra salvezza e` la mortificazione. Egli sta invece dicendo che uno puo` ragionevolmente dedurre dall'evidenza (cioe` mancanza di preoccupazione riguardo il proprio continuare nel peccato), che voi correte il pericolo di essere giudicati da Dio; voi siete in realta` come un non-credente. Per concludere, nessuno dovrebbe comunque formulare il giudizio che egli sara` certamente condannato da Dio, ma solo riconoscere il proprio peccato (cioe` il proprio comportamento) e sfuggirlo.

    Ottieni Un Chiaro e Durevole Senso dei Mali del Peccato

    Mentre il pericolo del peccato ha a che fare con cio` che avverra` in futuro, cioe` il giudizio di Dio, i mali connessi col peccato hanno a che fare col presente; il suo impatto e` qui e ora. Owen elenca tre mali che accompagnano un peccato e il Cristiano dovrebbe seriamente prenderli in considerazione.

    Primo: c'e` il male connesso coll'addolorare lo Spirito Santo col quale siamo stati sigillati per il giorno della redenzione. Nel dare una ragione per cui i Cristiani dovrebbero liberarsi del vecchio uomo con tutti i suoi desideri, l'apostolo Paolo dice in Efesini 4:30:

Non addolorate lo Spirito Santo con cui siete stati sigillati per il giorno della redenzione.

    I Cristiani dovrebbero pertanto astenersi dai desideri carnali perche` cio` addolora lo Spirito di Dio. Inoltre, e` attraverso lo Spirito che noi riceviamo tutti i benefici della salvezza e e` grazie a Lui che veniamo a conoscere la reale presenza di Cristo in noi. I nostri corpi sono tempi di Dio e pertanto spetta a noi considerare profondamente e scrupolosamente a cosa esponiamo questo tempio, poiche` Dio e` geloso del Suo tempio, il luogo dove Egli risiede mediante lo Spirito. Owen dice:

Cosi` come un tenero e amorevole compagno viene addolorato dalla mancanza di gentilezza del proprio amico che egli ha ben meritata, cosi` pure avviene per il tenero e amorevole Spirito che ha scelto i nostri cuori come abitazione in cui risiedere, e da li` fare per noi tutto cio` che la nostra anima desidera. Egli viene addolorato dal fatto che noi, assieme a Lui, ospitiamo nei nostri cuori i Suoi nemici, quelli che Egli deve distruggere. Egli non ci affligge volontariamente, ne` ci addolora, Lam iii. 33; dovremmo dunque noi addolorarLo giornalmente? 92

    Secondo: il peccato volontario ferisce nuovamente il Signore Gesu` Cristo. Esso ferisce noi, coloro per cui Egli mori`, e ferisce Lui, per il fatto che frustra la comunicazione del Suo amore per noi; inoltre il fatto che noi pecchiamo procura soddisfazione ai Suoi nemici. Come un totale rifiuto di Lui, mediante l'inganno del peccato, e` 'crocefiggerLo di nuovo e esporLo a totale vergogna', cosi` pure l'ospitare il peccato che Egli venne a distruggere, Lo ferisce e Lo addolora. 93

    Terzo: un altro male che attende i desideri non mortificati e` che essi privano un uomo della propria utilita` nella sua generazione. Owen fa notare che Dio sara` spesso in opposizione all'ufficio di tali persone, cosicche` essi effettivamente lavorino nel fuoco senza alcun successo. Riguardo a un uomo cosi` vincolato dai suoi desideri, Owen dice:

Le sue opere, i suoi tentativi, i suoi lavori, raramente vengono benedetti da Dio. Se egli e` un pastore, di solito Dio crea impedimenti al suo servizio, cosicche` egli lavori come nel fuoco, non sia onorato da successo, o possa in alcun modo lavorare per Dio; la stessa cosa si puo` dire di altre situazioni.94

    Owen lamenta il fatto che in Inghilterra, nel diciassettesimo secolo, cosi` tanti professassero di conoscere Cristo, ma non vi fosse in essi alcuna evidenza del loro cammino con Lui. E` soprendente come queste cose non cambino mai! Indubbiamente ci sono molte ragioni per questo, dice Owen, ma difficilmente puo` essere negato che la ragione principale e` che molti uomini portano in seno desideri che divorano lo spirito, i quali giacciono alla radice della loro obbedienza, corrodendola e indebolendola ogni giorno.

Un Riassunto del Decimo Capitolo

In questo capitolo Owen ha delineato il secondo principio particolare per la mortificazione di un desiderio: Ottieni un chiaro e durevole senso, nella mente e nella coscienza, della colpa, pericolo e empieta` di quel peccato che ti disorienta. Egli ha parlato della colpa del peccato per quanto concerne i credenti che consapevolmente peccano contro Dio che li ha liberati e come questo renda il loro peccato piu` grave di quello commesso da coloro che non ne sono consapevoli. Ha discusso inoltre i quattro pericoli che accompagnano il peccatto non-mortificato. Essi sono: (1) l'insensibilita` del cuore a causa dell'ingannevolezza del peccato; (2) il pericolo della verga correttrice di Dio; (3) la perdita della pace e della forza; e (4) la rovina eterna. Owen elabora infine i tre mali che accompagnano il peccato non-mortificato. Questi sono: (1) esso addolora lo Spirito Santo; (2) ferisce nuovamente Cristo e (3) priva l'uomo della propria utilita` nel servire Dio. Cio` che Owen vuole dimostrare nella sua discussione e` che la persona che ha a che fare con peccati profondamente radicati, deve prendere a cuore queste considerazioni, farle spesso oggetto di meditazione, finche` le diventi chiaro quali effetti il peccato ha realmente avuto sulla sua anima: si dovrebbe pensare a queste cose fino al punto di tremare. Questo e` il secondo principio particolare. Nel prossimo capitolo trattera` del terzo, quarto, quinto, sesto e settimo principio.


86 VI:50.

87 VI:52.

88 VI:53.

89 VI:54.

90 VI:54.

91 VI:54-55.

92 VI:55.

93 VI:55-56.

94 VI:56.

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