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Direttiva particolare N. 1: Considera i Pericolosi Sintomi che Accompagnano il Peccato

Introduzione

Nel settimo e ottavo capitolo Owen ha stabilito due regole generali per la corretta comprensione e pratica della mortificazione. Primo: una persona deve sviluppare amore e interesse per Cristo. Nel dire questo, Owen sta cercando di tagliar fuori quei papisti che riducono la mortificazione alla pratica di certi riti religiosi ecc., ma non incrementano in alcun modo la reale conoscenza e amore per Cristo. Pertanto essi hanno una religione, ma non hanno nessun potere e l’intero sistema, direbbe Owen, e` inutile. Essi operano per la grazia e non dalla grazia. Owen ci ha invece dimostrato, mediante Romani 8:13 e vari altri testi, che Dio ci ha gia` accettati grazie alla fede e ci ha dato il Suo Spirito come vera causa efficiente della mortificazione.

Il secondo principio generale esposto da Owen era nell’ottavo capitolo e riguardava cio` che egli chiama universalita` di ubbidienza. Veramente, cio` che egli stava dicendo e` che la vera mortificazione origina dal corretto fondamento di una sincera e diligente condizione del cuore verso un’universalita` di obbedienza a Dio. La persona che cerca semplicemente di liberarsi di un desiderio inquietante, cosi` come Owen vi si riferisce, senza desiderare di ubbidire in tutte le aree della propria vita, sta costruendo la propria casa sulle sabbie mobili e alla fine non mortifichera` alcun peccato.

Avendo stabilito questi due principi generali, Owen procede ora a dare, nei capitoli dal nono al quattordicesimo, “direttive particolari” per la pratica della mortificazione. Queste direttive particolari possono essere suddivise in due categorie: (1) quelle che sono preparatorie per la mortificazione, e (2) quelle che descivono l’effettiva opera di mortificazione. La prima direttiva particolare e` preparatoria per il lavoro di mortificazione e riguarda i pericolosi sintomi che accompagnano un desiderio e le caratteristiche di questi sintomi.

Una Dettagliata Discussione dell’Argomento del Nono

    Principio Particolare N. 1: Considera Quali Pericolosi Sintomi Accompagnano il Tuo Peccato

    Il primo principio particolare suggerito da Owen e` il seguente:

Considera quali pericolosi sintomi accompagnano o sono alle dipendenze del tuo desiderio; se esso ha su di se` qualche marchio mortale oppure no; se cosi` fosse, esso richiede che siano usati straordinari rimedi: un comune processo di mortificazione non servira`.

Voi direte: “Quali sono questi pericolosi marchi o sintomi che tu intendi essere i disperati attendenti di un’insita concupiscenza,?77

    Il resto del capitolo si impegna a dimostrare alcuni dei “pericolosi sintomi”, cioe` i “disperati attendenti”, della concupiscenza insita.

    1. Inveteratezza

    Owen dichiara che se abbiamo permesso a qualche peccato di rimanere a lungo nel cuore, “di risiedere in potere e predominio”, e abbiamo ricevuto da esso molti colpi senza cercare di metterlo a morte, o abbiamo nutrito le ferite che ci ha arrecato, allora quel desiderio e` pericoloso:

Hai permesso per lungo tempo alla mondanita`, ambizione, avidita` di conoscenza, di erodere altri doveri, come quelli che tu avresti di mantenerti costantemente in comunione con Dio? O hai permesso alla fornicazione di inquinare il tuo cuore con vane, folli e inique immaginazioni per molti giorni? Questo tuo desiderio ha un pericoloso sintomo... Quando un desiderio e` stato a lungo nel cuore, corrompendo, infettando, incancrenendo, porta l’anima a un’orribile [sic] condizione. In tal caso, un comune processo di umiliazione non fara` al caso.78

    Questo tipo di desideri e peccati, dice Owen, si fanno strada in tutte le facolta` dell’anima, comprese le emozioni, dove spesso essi stabiliscono, per cosi` dire, la propria residenza. Ne risulta che diventano familiari alla mente e non causano grande allarme quando appaiono, potendo cosi` lavorare assiduamente, senza la benche` minima resistenza. Owen dice che essi sono pericolosi per due ragioni: (1) la persona che vive in tale condizione diventa sempre piu` incapace di distinguere fra il prolungato dimorare di un peccato non mortificato e il dominio del peccato, cosa quest’ultima che puo` dirsi solo di un non-Cristiano, e (2) la persona che vede il proprio desiderio fissato in tal modo nella propria anima perde la speranza, faticando a credere che le cose cambieranno e che potra` riguadagnare la propria pace. Paragonando il peccato a un occupante Owen dice:

Le vecchie ferite trascurate sono spesso mortali, sempre pericolose. Insite intemperanze fanno la ruggine e diventano ostinate, continuando con facilita`e calma. Il desiderio e` un tipo di occupante che, se puo` appellarsi al tempo e a qualche prescizione, non sara` facilmente espulso. Poiche` da se` non muore mai, se non viene ucciso giornalmente riprendera` sempre forza. 79

    2. L’Autogiustificazione del Cuore

    I nostri cuori hanno la tendenza a giustificarci, pur sapendo che possediamo qualche desiderio che non tentiamo nemmeno di mortificare. Questo e` un altro “sintomo pericoloso di una mortale intemperanza nel cuore”. Owen dice che facciamo questo in diversi modi, due dei quali sono i seguenti:

    Primo: quando riconosciamo qualche peccato nel nostro cuore e trascuriamo di applicare diligenza nel mortificarlo, guardando invece al buono che c’e` nel nostro cuore cosi` che possiamo sentirci bene e le nostre coscienze possano essere alleviate, allora il peccato ha stabilito una pericolosa radice. Owen non sta dicendo che non dovremmo mai pensare alle nostre esperienze di Dio e richiamarle spesso alla mente per essere confortati e incoraggiati, ma quando lo facciamo per sfuggire al senso di colpa, allora siamo in una posizione pericolosa. Ascoltate cosa dice Owen:

Per un uomo, sommare le proprie esperienze di Dio, richiamarle alla mente, riordinarle, considerarle, provarle e migliorarle, e` una cosa eccellente, un dovere praticato da tutti i santi, raccomandato sia nel Vecchio e che nel Nuovo Testamento... E cosi` come di per se` e` eccellente, e` ancora migliore al tempo opportuno, in un momento di prova, tentazione, o inquietudine del cuore riguardo al peccato... Ma il farlo come fine a se stesso, [cioe`] per soddifare la coscienza che grida e richiama con un altra motivazione, e` il disperato espediente di un cuore innamorato del peccato. Quando un uomo avra` a che fare con la propria coscienza; quando Dio lo rimproverera` per la peccaminosa intemperanza del suo cuore, se egli, invece di impegnarsi per avere quel peccato perdonato nel sangue di Cristo e mortificato dal Suo Spirito, si giustifichera` con una qualsiasi altra dimostrazione che egli ha, o crede di avere, svincolandosi cosi` dal giogo che Dio stava mettendogli sul collo, la sua condizione e` veramente pericolosa; la sua ferita e` difficilmente curabile.80

    Un secondo modo in cui il cuore di un uomo o di una donna si autogiustifica (cioe` si da` pace) e` convertendo la grazia di Dio in licenziosita`. Le persone che applicano grazia e misericordia a un peccato non-mortificato, o a un peccato che non hanno sinceramente tentato di mortificare, sono ingannatrici e invischiate nell’amore per il peccato. Indulgere nel peccare perche` si sa che Dio perdonera` e` il colmo dell’ipocrisia e scambia la grazia di Dio in un occasione di licenziosita`, esattamente cio` contro cui Paolo ammoni` in Romani 6:1-2:

6:1 Cosa dovremo dire allora? Dobbiamo rimanere nel peccato cosicche` la grazia possa aumentare? 6:2 Assolutamente no! Come possiamo essere morti al peccato e continuare a vivere in esso? (NET Bible)

    Noi dunque, sia grazie all’astuzia di Satana che alla nostra persistente mancanza di fede, distorciamo cio` che ha lo scopo di liberarci dal peccato in un’occasione propizia per carne. Benche` Owen non ne faccia qui menzione, faremmo bene a leggere Tito 2:10-11 per vedere quale sia il vero effetto della grazia:

2:10 Infatti la grazia di Dio si e` manifestata, portando salvezza a tutti gli uomini. 2:11 Ci insegna a rinnegare l’iniquita` e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrieta`, giustizia e virtu`. (Vedere anche 1 Cor. 15:10).

    La persona che ha un tale segreto piacere per il peccato, ma in certi momenti non lo mette in pratica semplicemente perche` ci sono persone presenti o qualche altra circostanza glielo impedisce, e si alleggerisce la coscienza con metodi diversi dalla mortificazione e dal sangue di Cristo, e` una persona corrotta e si trovera`, “senza una pronta liberazione, sul ciglio della morte”.

    3. La Frequenza del Successo del Peccato

    Un altro sintomo pericoloso, secondo Owen, e` la frequenza del successo del peccato nell’ottenere il consenso della volonta` verso quel peccato. Owen intende dire che quel peccato ha successo quando ottiene il diletto della volonta`, anche se l’atto non puo` essere consumato o il peccato non puo` “completare” il suo corso (come dice Giacomo) in un determinato momento. Anche questa e` una pessima condizione in cui trovarsi: “pericolosa”, per dirlo con parole di Owen. Inoltre, secondo Owen, non importa se questa condizione sorge come risultato di una scelta della volonta` oppure inavvertitamente. Egli dice:

Quando siamo inavveduti e negligenti, mentre abbiamo l’obbligo di essere vigili e cauti, quell’inavvedutezza non si discosta dalla volontarieta` di cio` che facciamo a quel punto, perche` anche se gli uomini non scelgono e decidono di essere negligenti e inavveduti, tuttavia se scelgono le cose che li rendono tali, scelgono l’inavvedutezza stessa, dato che puo` essere la causa per cui una cosa viene scelta.81

    Secondo Owen, gli uomini non dovrebbero pensare che il male nei loro cuori e` trascurabile, solo per il fatto che il loro stesso consenso li sorprende. Perche` quindi non e` trascurabile? Perche` e` spesso uno stato di cose causato dalla loro stessa precedente negligenza.

    4. Quando il Giudizio e` la Sola Motivazione per la Mortificazione

    Alcuni di noi parlano di non peccare solo nel contesto del giudizio del peccato. “Meglio che io non faccia quella cosa perche` Dio mi punira` per questo”. Mentre questa affermazione e`a prima vista vera, questa stessa verita` diventa corrotta nelle mani dei peccatori. Stiamo tentando infatti di vincere il peccato chiamando in causa la legge e le sue punizioni; abbiamo scambiato il gentile giogo di Cristo, con il giogo di ferro della legge. La punizione a causa del peccato non e` la ragione primaria o centrale per mortificare le opere della carne. Secondo Owen, tale prospettiva rivela che il peccato ha preso fortemente possesso della nostra volonta`. Dovremmo invece usare le “armi del Vangelo” contro il peccato: armi come (1) la morte di Cristo; (2) l’amore di Dio; (3) l’abominevole natura del peccato; (4) la preziosita` della comunione con Dio, e (5) un odio profondamente radicato per il peccato come peccato. Owen dice che questa era l’attitudine di Giuseppe nel Vecchio Testamento (Gen. 39:9) e di Paolo nel Nuovo Testamento. Leggete per esempio 2 Corinzi 7:1 e notate la progressione dalla grazia di Dio (attraverso le promesse), al comando di crescere in santita`:

7:1 Carissimi, poiche` dunque abbiamo queste promesse, purifichiamoci da tutto cio` che potrebbe contaminare la carne e lo spirito, portando cosi` a compimento la nostra santita`, grazie alla venerazione verso Dio.

    Riassumendo, Owen dice:

Ma se un uomo e` talmente sotto il potere della propria concupiscenza che non ha altro da opporle che la legge; se non puo` combatterla con le armi del Vangelo, ma la tratta solamente con l’inferno e il giudizio, che sono le armi della legge, e` oltremodo evidente che il peccato ha preso possesso, in misura prevalente e dominante, della sua volonta` e sentimenti.

Tale persona ha abbandonato, per quanto abbiamo specificamente detto, la condotta della grazia rinnovante, ed e` trattenuto dal rovinarsi solo per mezzo della grazia contenente. 82

    Owen ci dice che quando ci sentiamo di prendere posizione contro il peccato, dovremmo chiederci se lo facciamo per paura di “essere colti” (cio` puniti da Dio), oppure odiamo veramente il peccato e amiamo Cristo. Il credente dovrebbe essere orientato prevalentemente verso il secondo atteggiamento perche` egli “non e` piu`controllato dalla legge, ma dalla grazia”.

    5. Durezza Giudiziaria

    Ci sono momenti, dice Owen, in cui Dio ci lascia sotto lo sconcertante controllo di qualche particolare desiderio o peccato, come punizione per qualche precedente peccato, negligenza e follia. Questa puo` essere esattamente la cosa di cui Israele si lamenta davanti a Dio in Isaia 63:17:

63:17 Perche`, o Signore, ci fai peregrinare lontano dalle tue vie e rendi ostinate le nostre menti cosi` che non ti obbediamo? Ritorna, per amore dei tuoi servi, le tribu` della tua eredita`! (NET Bible)

Sorge dunque la questione di come possiamo sapere se questo “pericoloso sintomo” accompagna i nostri desideri.

Ma come fa un uomo a sapere se l’essere lasciato alla propria inquietante intemperanza e` in relazione con il castigo portato per mano di Dio? Risp. Esamina il tuo cuore e le tue vie. Qual era la condizione della tua anima prima che tu cadessi preda di quel peccato di cui ora tanto ti lamenti? Hai trascurato i tuoi doveri? Sei vissuto disordinatamente? C’e`in te un senso di colpa per qualche grave peccato di cui non ti sei pentito? Un nuovo peccato puo` essere permesso, cosi` come una nuova afflizione puo` essere mandata, per riportare alla memoria un vecchio peccato.83

    Owen conclude dicendo che se abbiamo ricevuto misericordia, protezione e liberazione da Dio e non siamo stati grati; se non abbiamo operato per mortificare il peccato; se abbiamo ceduto alle tentazioni del mondo e questa e` la nostra attuale condizione, dobbiamo “risvegliarci e invocare Dio” perche` siamo “profondamente addormentati, mentre una tempesta di rabbia ci circonda.84

    6. Resistere al Castigo di Dio

    Talvolta, quando Dio ci punisce, invece di pentirci, vorremmo rimanere nel nostro peccato. Ci rifiutiamo di rinunciare a quella attitudine o cosa anche dopo che Dio ci ha graziosamente diciplinati per quella regione. Isaia parla di questo argomento e di come Dio disciplini mediante afflizione e diserzione:

57:17 Ero adirato a causa della loro iniqua avidita`; li ho attaccatti e irosamente respinti, eppure essi hanno continuato nella loro disobbedienza e ostinazione.(NET Bible)

    Owen dice che se un uomo continua in tale peccato dopo una prolungata disciplina da parte di Dio, non c’e` nulla che possa farlo ravvedere, eccetto la grazia sovrana di Dio. Nessuno dovrebbe pero` presumere che Dio lo fara`, o essere sicuro della liberazione da parte del Signore. Dio potrebbe non liberarlo, e lasciarlo invece continuare nella sua follia.

    Ci sono momenti in cui Dio richiamera` gli uomini a causa della loro malvagita` e questo e` esattamente il caso dei fratelli di Giuseppe. Questo li fece riflettere sul loro peccato e autogiudicarsi per quello che avevano commesso. Egli potrebbe anche parlare forte e chiaro mediante qualche pericolo, malattia e tribolazioni in cui un uomo viene a trovarsi. Egli parla anche chiaramente attraverso l’insegnamento della Sua parola—la grande regola per la convinzione, conversione e edificazione della Sua gente—scuotendo i peccatori, chiamandoli ad abbandonare il desiderio dei loro cuori e cosi` tornare da Lui. L’anima che quindi non si pente anche quando Dio ha fatto tutto questo, e` veramente in una tristissima condizione. Owen dice:

I mali che accompagnano una tale condizione del cuore sono indescrivibili. Qualsiasi richiamo fatto a un uomo in tale stato, e` un inestimabile atto di misericordia; quanto dunque, chi li resiste, disprezza Dio in essi! Quanta infinita pazienza c’e` invece in Dio a questo proposito, che non bandisce quel tale e, nella Sua ira, non promette che questi non entrera` mai nel Suo riposo!

Questa e` la prima direttiva particolare: Considera se il desiderio o il peccato con cui stai confrondandoti e` accompagnato da uno di questi pericolosi sintomi.85

    Un Ammonimento

    Owen avverte i suoi lettori che solo perche` si stanno confrontando con desideri che sono comuni a tutti i credenti, questo non significa che essi siano in effetti dei credenti. Questi sono i tipi di peccati in cui i credenti possono cadere, ma non costituiscono cio` che un credente e`. Tu potresti anche chiamare te stesso un credente, dice Owen, perche` commetti adulterio: dopotutto re Davide, un credente conforme al cuore stesso di Dio, commise adulterio! No, queste lotte col peccato appartengono al Cristiano a causa della realta` del peccato insito e un giorno saranno conluse con la glorificazione. Il non-credente non ha tale speranza. Una persona deve pertanto realizzare che si diventa credenti grazie alla fede in Cristo, non perche` si hanno peccaminosi travagli simili a tutti gli uomini, siano essi credenti o non-credenti. Uno deve cercare altre indicative conferme di fede, se deve correttamente determinare il proprio stato. Owen dice che sostenere l’opposto e` come suggerire che, poiche` talvolta gli uomini saggi commettono follie, commettere follie significa essere un uomo saggio.

Un Sommario del Nono Capitolo

In questo capitolo Owen ci ha esposto un proncipio particolare e sei modi di determinare quale rilevanza abbia nelle nostre vite. Il principio e`: Determina quali pericolosi sintomi accompagnano il tuo desiderio perche`, se ce ne sono, un normale processo di mortificazione non servira`. Ora, per determinare se esiste qualche pericoloso sintomo, una persona dovrebbe controllare sei punti. Essi sono: (1) l’inveteratezza del peccato, cioe` per quanto tempo e` stato permesso al peccato di risiedere nel cuore e quindi la sua forza; (2) i modi in cui il cuore nega la presenza del peccato e cerca di darsi pace, anche se sa che c’e` un peccato non mortificato; (3) quanto frequente sia il successo del peccato nell’assicurarsi il diletto della volonta`, anche se, per una qualunque ragione, quel desiderio non puo` essere immediatamente messo in atto; (4) il desiderio di mortificare il peccato solo in relazione a possibili punizioni; (5) una durezza giudiziaria, per cui Dio permette a un certo desiderio di angustiarvi a causa di peccati inconfessati in qualche altra area, e (6) resistere continuamente alla mano punitiva di Dio, punizione che avviene mediante il confronto, i sermoni e difficili circostanze. Nel prossimo capitolo Owen costruira` su questa base apportando un altro principio particolare: trattare col peccato mediante la ricerca di un chiaro e permanente senso di colpa, pericolo e male.


77 VI:43.

78 VI:44.

79 VI:44.

80 VI:45.

81 VI:46.

82 VI:47.

83 VI:48.

84 VI:48

85 VI:49

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