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Il Battesimo del Credente

Nella Cristianesimo si trovano pochi argomenti tra i più controversi, causa di divisione o tra i più esagerati quanto quelli della dottrina del battesimo.

Per molti cristiani il battesimo è considerato oggettivamente qualcosa di insignificante. Per altri è completamente ignorato come un qualcosa di non essenziale. Per altri ancora è visto come l’ingresso per fare parte della chiesa. Alcuni lo considerano come una condizione indispensabile per la propria salvezza.

Ma cosa insegnano le Scritture?

La prima cosa che si può per certo affermare dalla Parola di Dio è che questo è un comando del Signore. Questo è

La Base del Battesimo

Il Cristo risorto, al suo piccolo gruppo di fedeli che lo seguivano, poco prima della Sua ascensione, disse:

Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente.

Matteo 28:18-20

Qui ritroviamo un’importante responsabilità per gli apostoli e (dopo di loro) per gli insegnanti della Bibbia e per gli Anziani della Chiesa. E’ loro responsabilità battezzare coloro che sono diventati seguaci di Cristo. Il “Grande Mandato” non lo si deve predicare: si devono “fare dei Discepoli”. Come lo si fa? Il processo inizia con l’evangelizzazione che porta alla conversione. Quelli che sono convertiti devono essere battezzati e indottrinati. Il mandato richiede l’insegnamento del battesimo ai nuovi convertiti e implica che il discepolato non sia completo senza il battesimo. La pratica del battezzare altri, dunque, si basa direttamente dal comando del nostro Signore.

Qui ritroviamo un comando per le Chiese. Se un comando è solamente un rito o un rituale prescritto dal nostro Signore, praticato nella chiesa delle origini ed è esposto dagli apostoli nelle epistole del Nuovo Testamento, allora il battesimo è per certo un comando. E’ stato dato dal nostro Signore (Matteo 28:18-20). E’ stato largamente usato nella Chiesa dei primi tempi (Atti 2:41; 8:36-39; 9:18; 10:47; 16:33; 18:8; 19:5). E’ stato esposto dagli apostoli nelle epistole (Rom. 6:1-6; 1 Pet. 3:18; Heb. 6:2). Il comando del battesimo, dunque, si basa direttamente sul comando del Signore.

Qui c’è un obbligo per chi diventa discepolo di Gesù Cristo. E’ molto difficile evitare l’importanza del battesimo nel Nuovo Testamento. Se ti preoccupi di seguire il Nuovo Testamento, di vivere in comunione col Signore e vuoi piacergli, ti preoccuperai del battesimo. E’ un comando del Signore.

Chi non è d’accordo con F. B. Meyer che una volta disse che la Parola di Dio non è data per essere ammirata dalla sua bellezza o studiata per i suoi dettagli ma è stata data per essere ubbidita? Non c’è benedizione nell’ascoltarla o conoscerla se non la si pratica.

E’ stato il nostro Signore che ha detto:

“Se mi amate, osservate i miei comandamenti.”

Giovanni 14:15

L’Apostolo afferma apertamente:

Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui. Ma chi osserva la sua parola, l’amore di Dio in lui è perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui.

1 Giovanni 2:4-5

Perché? Esistono molti motivi e suggerimenti riguardo al battesimo oggi. Andiamo all’unica e suprema autorità , la Parola di Dio, per scoprire

Lo Scopo del Battesimo

Il Battesimo è il mezzo per appartenere alla Chiesa?

La risposta che da il Nuovo Testamento sembra sia “no”. Secondo Atti 2:47 è la salvezza personale che colloca la persona in chiesa.

“E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.” (Diodati)

L’appartenenza alla Chiesa universale è qualcosa di immediato che riguarda qualsiasi persona che si converte. Questo è l’unico aspetto dell’appartenenza alla Chiesa che sia mai stato fatto nel Nuovo Testamento. Ciò vuol dire che una persona è membro della chiesa locale grazie alla sua appartenenza alla chiesa universale. L’Eunuco etiope era in cerca di una chiesa quando è stato battezzato? No di certo. Stava tornando a casa sua in Etiopia lungo la strada del deserto (Atti 8). Il Carceriere di Filippi faceva parte di una chiesa quando fu battezzato? Difficile da dire. Era a casa sua ed era circa mezzanotte. (Atti 16). Nel Nuovo Testamento, il battesimo è sempre associato alla salvezza e mai con l’appartenenza alla Chiesa. Il Battesimo non era il mezzo per appartenere ad una chiesa.

Il Battesimo purifica dai peccati?

Ci sono due versi che sembrano suggerire ciò. Riferendoci alle parole di Anania al tempo della sua conversione, l’Apostolo Paolo dice:

“Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore”.

(Atti 22:16 Nuova Diodati).

Qualsiasi cosa insegni questo passo, ci sta dicendo che la purificazione dei propri peccati è invocando il nome del Signore, non per il battesimo. Nella versione Greca il termine “alzati” è un participio, mentre il termine “battezzato” è un imperativo. Non c’è scritto “e” tra “alzati” e “sii battezzato”. Letteralmente sarebbe “Alzandoti, sii battezzato”. Poi c’è il secondo imperativo “sii lavato dai tuoi peccati” seguito dal participio “invocando”. Lo schema nel testo originale, dunque, è participio (“alzandoti”), imperativo (“sii battezzato”), imperativo (“lavati”) e participio (“invocando”). Questo schema chiaramente associa il primo imperativo con il primo participio (“Alzandoti, sii battezzato”) e il secondo imperativo col secondo participio (“lavati dei tuoi peccati” unito ad “invocando il nome del Signore”). Non c’è nessuna indicazione in questo testo in cui il battesimo ci purifichi dal peccato. Neanche se si leggesse l’interno Nuovo Testamento ci si aspetterebbe che il battesimo fosse associato alla purificazione dal peccato. La testimonianza unisona della Scrittura è che solo il sangue di Cristo purifica dal peccato.

“. . e il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato” (Riveduta)

1 Giovanni 1:7b

Un altro verso spesso usato per insegnare che il battesimo purifica i nostri peccati e ci salva, in realtà insegna proprio il contrario.

“Alla qual figura [Noè e la sua Famiglia salvati attraverso il diluvio nell’Arca] corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo.”

1 Pietro 3:21

Qualsiasi cosa insegni questo verso, dice chiaramente che il battesimo non è il nettamento delle sozzure della carne: non purifica dai peccati.

La Parola che introduce questo verso, tradotto con “alla qual figura corrisponde,” indica che quello che Pietro dice al verso 21 è in qualche modo parallelo a quello che dice nel verso 20. In quel verso Pietro ha fatto un illustrazione della salvezza. In questo verso da una seconda illustrazione di salvezza. Ritroviamo due figure di salvezza:

Pietro fa un tipico paragone tra l’Arca di Noè nel diluvio e il battesimo con acqua. Così come le acque del giudizio divino ricaddero sull’acqua , così tutte le onde e i flutti dell’ira di Dio contro il peccato caddero su Cristo alla croce. Quelli che erano nell’arca furono liberati attraverso il giudizio e furono risuscitati a nuova vita. Il fatto accaduto in Genesi da 6 a 9 è un illustrazione grafica della nostra salvezza. Pietro dice che il battesimo cristiano è anche un illustrazione della nostra salvezza. E’ una figura di morte e risurrezione (cfr Rom 6:1-6). Attraverso l’unione in Cristo per la fede personale, un credente è stato risuscitato a nuova vita. Ciò è illustrato nel battesimo così come fu il diluvio. Non c’è traccia in questa scrittura o in altre che il battesimo purifichi dal peccato.

Il Battesimo è un requisito di Salvezza?

Proprio la settimana scorsa alla radio un “Insegnante della Bibbia” ha detto: “Il Battesimo da la salvezza, la pazienza porta al Cielo”. E’ una cosa vera secondo le Scritture?

Ci sono per certo parecchi versi che sembrino voler dire che una persona deve necessariamente essere battezzata per essere salvata. La Formula sarebbe:

Credere in Cristo Gesù + Essere battezzato = Salvezza.

Il Testo chiave che ne da prova riguardo questa formula proviene dal verso conclusivo dell’evangelo di Marco.

“E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. . Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato”. (Riveduta)

Marco 16:15-16

Si devono tenere a mente due cose:

L’Autenticità di Marco 16:19-20 è discutibile. Alcuni dei più antichi e migliori manoscritti greci (il Codice Vaticanus e il Codice Sinaiticus) omettono questi versi. Chi riconosce ciò sarà prudente nell’usare qualsiasi verso di questa parte di testo come una prova.

Comunque, è più importante osservare che l’unica pronuncia di condanna alla fine del verso riguarda quelli che non credono. Cosa accade a chi crede e non è battezzato? E’ condannato? In apparenza sembra di no. Si è spesso discusso sul fatto che non ci si battezza se non si ha già creduto e quindi il Signore prende in considerazione la prima condizione – cioè credere – nel verso che parla della condanna. Gesù lascia supporre che se non si crede, naturalmente non ci si battezza. Questo, però, non fa capire il senso di ciò. Se il battesimo è ugualmente essenziale per la salvezza, Gesù avrebbe dovuto anche dire “Colui che ha creduto, ma non è stato battezzato, sarà anche condannato”. Il Signore non dice ciò! Lui dice soltanto che la persona che non crede è condannata. Ciò è in armonia con i molti passi biblici del Nuovo Testamento che definiscono la Fede come l’unica e sola condizione per la salvezza dell’Uomo. Ad esempio:

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui.

Giovannni 3:36

Quando il nostro Signore disse “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato”, non stava includendo il battesimo come condizione di salvezza. L’ultima parte della frase lo rende chiaro. Lui stava indicando, piuttosto, che il battesimo è la normale confessione esterna che ci si aspetta nel cammino della vera fede in Cristo.

Un altro passo preferito da chi sostiene che il battesimo è essenziale per la salvezza proviene dal discorso di Pietro nel giorno della Pentecoste.

E Pietro a loro

“Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.”(Nuova Riveduta)

Atti 2:38

Pietro sta dicendo che il battesimo è un prerequisito? Sentiamo cosa dice Pietro in un’altra occasione. Questa volta Pietro parla a Cornelio di Gesù Cristo e dice:

“Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”

Atti 10:43

Qui si riferisce solo al credere. Non si parla del battesimo. Infatti notiamo che Cornelio e quelli erano con lui credettero, ricevettero lo Spirito Santo (v. 45) e parlarono in lingue (v. 46) prima di essere battezzati (v. 48).

E’ chiaro dall’affermazione di Pietro in Atti 10:43 e dalla esperienza che seguì di quei Gentili che credere è la condizione di salvezza. Credere è il punto chiave in Atti 2:38. Parlando della Salvezza, il battesimo è una cosa non essenziale sebbene ci si aspetti che sia conseguenza di ciò. Il Dott. S. L. Johnson dice che è come quando si indossa il cappello entrando in macchina per andare in città. Indossare il cappello non è essenziale per andare in città. Puoi sempre indossare il cappello quando vai in città, ma la cosa essenziale è che ci vai in macchina! La cosa essenziale per la salvezza è la fede. Il battesimo è spesso associato al credere nel Nuovo Testamento – non come cosa essenziale per la salvezza ma come una normale confessione di ciò.

Il Nuovo Testamento non considera l’idea di un credente non battezzato.

Ci rimane un ulteriore verso a cui rispondere se – e per certo – il battesimo non è una condizione di salvezza. Gesù rispose a Nicodemo:

“In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.”

Giovanni 3:5

Qualsiasi cosa il termine “acqua” potesse significare, non è e non si può parlare di battesimo cristiano. Non lo è fino a quando non fu istituito il battesimo cristiano dopo la resurrezione del nostro Signore . Quell’evento accade tre anni dopo! Se il nostro Signore avesse parlato del battesimo cristiano, non avrebbe avuto senso per Nicodemo il quale, a proposito, divenne un credente prima dell’istituzione del battesimo cristiano (Giovanni 19:39).

Ripeto, se il battesimo cristiano fosse ciò a cui il nostro Signore si riferiva come condizione di salvezza in questo passo, è molto strano che è l’unica volta in tutto i vangelo di Giovanni dove se ne parla come una condizione. E’ davvero notevole vedere l’enfasi ripetuta sul fatto di credere come l’unica condizione di salvezza (1:12, 3:36, 5:24, ecc. . ). In più, sarebbe sorprendente considerare il battesimo in questo passo quando si nota una completa imparzialità nell’evangelo di Giovanni del comando del battesimo cristiano e dalla santa cena. Non è neanche nominato in questo quarto evangelo.

Probabilmente il nostro Signore si riferiva al battesimo di Giovanni, cioè il battesimo di pentimento. Se è così, sta semplicemente dicendo a Nicodemo che la nuova nascita, la nascita spirituale nel regno di Dio è il lavoro di Dio Spirito Santo in coloro che si pentono.

Di recente ho cenato in un ristorante con una coppia che credeva nel battesimo come essenziale per la salvezza. Curioso. Feci una domanda: “Cosa accadrebbe se qualcuno credesse in Gesù Cristo come personale Salvatore adesso, in questo ristorante, ma venisse ucciso in un incidente stradale mentre va al lavoro o persino mentre va nella sua chiesa per essere battezzato?” A mia sorpresa e con piacere entrambi furono d’accordo sul fatto che sarebbe stato salvato perché non avrebbe avuto l’opportunità di essere battezzato. Quando l’argomento fu convincente, divenne chiaro per loro. Il battesimo non è essenziale per la salvezza.

Le Scritture dichiarano:

“Infatti è per GRAZIA che siete stati salvati, mediante la FEDE; e ciò non viene da voi; è il DONO di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;” (Nuova Riveduta)

Efesini 2:8-9

Di nuovo:

«Signori, che debbo fare per essere salvato? » Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». (Nuova Riveduta)

Atti 16:30-31

Uno dei passi più determinanti riguardo quest’argomento proviene dagli scritti di Paolo che disse:

“Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare ma a evangelizzare;” (Nuova Riveduta)

1 Corinzi 1:17a

Qui l’apostolo fa chiaramente distinzione tra il battesimo e l’evangelo! Se il battesimo fosse essenziale per la salvezza, non si sarebbe mai fatta tale distinzione. Sebbene Paolo di tanto in tanto battezzava le persone (v. 14), in genere lasciava fare questo ad altri mentre proclamava il messaggio dell’evangelo.

Qual è lo scopo del battesimo allora? Se non è un requisito per entrare nella fratellanza della chiesa, se non è un mezzo per purificarsi dal peccato, se non è essenziale per la salvezza, cos’è?

E’ una confessione di identificazione con Cristo.

L’identificazione è il secondo significato del verbo in Greco che è stato traslitterato in inglese con “battezzare”. Ciò è chiaro in 1 Corinzi 10:2 dove leggiamo che “tutti furono battezzati in Mosè, nella nuvola, e nel mare.” (Diodati). Gli eventi che accaddero nel libro dell’Esodo con Mosè hanno separato i figli di Israele dal Faraone e dall’Egitto. Essi (i figli di Israele) furono identificati con Mosè, sotto la sua guida.

L’Identificazione è il significato primario di tutte le altre forme di battesimo ai tempi del Nuovo Testamento. Quando un neoconvertito veniva battezzato, il neoconvertito s’identificava col giudaismo. Nel battesimo di Giovanni il Battista un israelita si identificava con Giovanni e il piccolo gruppo di persone ravvedute che aspettavano il ritorno del Messia. Quando il nostro Signore fu battezzato, egli si stava identificando da una parte con il residuo di credenti e dall’altro con i peccatori colpevoli e ancora anche con l’opera del Calvario e della Redenzione. Quando un credente è battezzato dallo Spirito Santo, egli è così identificato con Cristo poiché lui è “in Cristo”(Romani 6:1-6). Il credente è talmente identificato col corpo di Cristo, la Sua Chiesa, che il credente diviene parte della Sua Chiesa, una parte del Suo corpo (1 Corinzi 12:13). Dunque il BATTESIMO CRISTIANO è un identificazione. Il credente si identifica pubblicamente con Gesù Cristo. Egli dichiara la sua fede personale in Lui. Egli riconosce di dipendere in Gesù Cristo e soltanto nella sua morte per la sua salvezza. Lui sta dicendo “Io sono un credente, io appartengo a Cristo, io sono dalla sua parte”. Nella Chiesa dei primi tempi non avevano dei fogli in cui scrivevano la loro decisione di diventare cristiani, né chiamate all’altare, né alzate di mani: era il battesimo che identificava una persona con Cristo come cristiano.

L’Identificazione è la verità biblica esposta in Romani 6. Qui l’apostolo scrive:

“O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. (Nuova Riveduta)

Romani 6:3-5

La cosa principale qui è il battesimo attraverso lo Spirito Santo. Attraverso l’Opera dello Spirito Santo il credente è unito a Cristo. E’ identificato con Lui nella sua morte. Ciò porta una fine alla realtà di prima della sua vecchia vita. Finisce la sua storia come figlio di Adamo.”Le cose vecchie sono passate”. L’Identificazione continua attraverso la sua sepoltura e la sua resurrezione. Ciò lo porta ad una nuova vita. Inizia la sua storia come figlio di Dio. “Ecco (le cose vecchie) sono diventate nuove.”

Questa è la natura di identificazione che lui confessa pubblicamente quando il credente è battezzato nel battesimo cristiano. Lui non solo dichiara la sua fede personale in Cristo Gesù ma riconosce anche che la natura del Vecchio Adamo con le sue passioni carnali è stata crocifissa e che è risorto a nuova vita per la gloria di Dio. Sta mostrando che è suo desiderio e sua intenzione con la capacità dello Spirito Santo di camminare a novità di vita.

Qualche tempo fa un giovane avvocato ebraico di Hartford, nel Connecticut, si convertì a Cristo nella chiesa Missionary Alliance. I suoi genitori non fecero nulla. Più tardi sposò una ragazza protestante non ebrea. I suoi genitori non fecero nulla. Poi il giovane avvocato si battezzò come credente cristiano. Immediatamente i suoi genitori lo rinnegano e fecero un funerale pubblico per suo figlio. Fu nel suo battesimo che egli si identificò con Gesù Cristo. Questo è il suo fine.

A volte si scatenano persecuzioni provenienti dai nemici di Cristo. Spesso ciò serve da trampolino da lancio per una vita fatta di obbedienza e servizio. E’ un gigantesco passo in avanti. Certamente ciò produrrà una buona coscienza davanti al Signore – è un atto di obbedienza al Suo Comando. Ogni altra cosa diventa ombra alla luce del piacere che tale confessione porta al cuore del nostro Maestro.

Una delle domande più controverse riguardo al battesimo è il modo di battezzare. Si deve battezzare spruzzando, versando o immergendosi in acqua? Torniamo nuovamente all’unica autorità per scoprire

Il Modo di battezzare

Noi crediamo che il Nuovo Testamento sia chiaro. Ogni cosa indica che il battesimo - nella chiesa dei primi tempi - è stato fatto per immersione.

Il significato primario del verbo greco BAPTIZO è “immergere” o “intingere” (di Arndt e Gingrich). Nella letteratura non cristiana esso significa anche “tuffarsi, andare a fondo, inzupparsi, sommergersi ecc. . ”. I Greci usavano questo verbo quando intingevano il rivestimento di un vaso. Nella letteratura secolare questo verbo è stato usato per descrivere una barca che ha fatto naufragio essendo sommersa. Senza tradurlo, questo verbo è stato traslitterato come “battezzo”. Il motivo è chiaro. L’aspersione era già in uso in Gran Bretagna ed è stato largamente accettato. Tradurre il verbo con “immersione” avrebbe dichiarato la verità, ma sarebbe andata contro l’usanza popolare nella Chiesa di Inghilterra. La traslitterazione “battezzare” evitò questa contraddizione.

Il famoso studioso ebraico Alfred Edersheim descrive nel dettaglio il battesimo di un neoconvertito all’ebraismo. Era un battesimo per immersione. Questo era il modo di battezzare che conosceva la Chiesa dei primi tempi. Cosa poteva esserci di più normale nel riportare questa modo di battezzare nel Cristianesimo? Il battesimo ministrato da Giovanni il Battista è stato fatto anche per immersione (Matteo 3:16;Giovanni 3:23). La pratica del giorno suggerisce il battesimo per immersione.

“Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell’ (EIS) acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. Quando uscirono dall’ (EK) acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo;”

Atti 8:38-39

Un quarto argomento riguardo l’immersione è che esso illustra meglio il significato del battesimo. Alcuni anni fa un aiutante del ranch intavolò una disputa amichevole con il suo padrone riguardo il modo di battezzare. L’Aiutante credeva nell’immersione, il suo padrone credeva che l’aspersione fosse certamente sufficiente. Un giorno al ranch morì un puledro. All’aiutante venne data la responsabilità di seppellirlo in un angolo isolato del ranch. Parecchi giorni dopo il padrone trovò il puledro con parecchie manciate di terra sparse in gran quantità sulla carcassa! Il Padrone capì il motivo. L’Aspersione non è la sepoltura. Il battesimo cristiano illustra la nostra identificazione con Cristo nella Sua Morte e nella Sua Sepoltura (Romani 6:4). Quanto significativo diventa l’immersione quando riconosciamo la grande verità che esso rappresenta.

Pochi negherebbero che la pratica della Chiesa dei primi tempi era l’immersione. Persino Calvino ammette questo ma in seguito dice che oggi siamo liberi di scegliere la maniera di farlo. Noi chi siamo? Perché non seguire la pratica del Nuovo Testamento e della Chiesa dei primi tempi? La pratica degli apostoli era il loro precetto e la loro teologia non può essere messa da parte così leggermente. Non abbiamo nessun diritto di modificare o fare a meno dei comandi di Cristo.

Alcuni anni fa lo speaker di una radio cristiana nazionale difese l’aspersione come il modo di battezzare riferendosi ai diversi eventi nella epistola agli Ebrei in cui si usava la parola “asperso”(9:13, 19, 21; 10:22; 11:28; 12:24). A mia meraviglia scoprii che neanche uno di questi passi era neanche lontanamente collegato al battesimo! In nessun caso tranne al riferimento dell’aspersione del sangue. Stava dicendo che il battesimo per aspersione sarebbe l’aspersione o l’utilizzo del sangue di Cristo per colui che sta per essere battezzato? Questo certamente è la rigenerazione battesimale! Questo non si trova mai come il fine del battesimo. L’aspersione come pratica del battesimo è comparsa solo nel secondo secolo.

E’ vero che che il Didache o l’Insegnamento del Signore attraverso i dodici Apostoli ai Gentili propose il versare come una pratica di battesimo opzionale. Si deve ricordare che molti si uniscono al Dr. Armitage Robinson nel credere che il Didache è stata una produzione più tarda che non rappresenta la vita e l’insegnamento della Chiesa dei primi Tempi come lo era davvero (dalla “Short History of the Christian Church”. , C. P. S. Clarke, Longmans 1961, p. 24). Si deve anche notare che il Didache permise il versare acqua solo se c’era poca acqua. Si insegnava l’immersione come pratica normale. Il battesimo clinico o il battesimo fatto alle persone che stanno morendo nel letto versando dell’acqua su di loro è una pratica accaduta solo nel terzo secolo. Quelli che difendono o sostengono la pratica del versare come la pratica del battesimo pensano che il battesimo rappresenti un effusione dello Spirito Santo sull’individuo. E’ un bel pensiero, ma senza consenso delle Scritture.

Alcuni potranno obiettare riguardo il battesimo per immersione, ma si può rispondere alla loro obiezione. Se è fisicamente impraticabile o pericoloso, di certo non è responsabilità del credente nel farlo. Nel proprio interesse c’è bisogno che esso non sia indecente. Per alcuni è scomodo. Chiediamogli: Ci conviene il fatto che dobbiamo considerarlo con rispetto ubbidendo al nostro Signore?

L’ultima domanda che rimane a cui rispondere è la più critica di tutte: A Chi dovrebbe essere fatto? Ancora una volta, cosa dicono le Scritture?

Il Candidato per il Battesimo

Nel Libro degli Atti sono descritti otto specifici casi di battesimo. Osserviamo attentamente i battezzandi. Quali sono i requisiti per il battesimo?

“Quelli dunque che RICEVETTERO LA SUA PAROLA lietamente furono battezzati; in quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.”

Atti 2:41

“Quando però CREDETTERO a Filippo, che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare.”

Atti 8:12

“E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell’acqua. E l’eunuco disse: «Ecco dell’acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato? ». E Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi». Ed egli rispose, dicendo: «IO CREDO che Gesù Cristo è il Figlio di Dio». Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l’eunuco, discesero nell’acqua, ed egli lo battezzò.”

Atti 8:36-38

Sebbene sia vero che il verso 37 nel testo sopra sia omesso dai primi manoscritti, l’aggiunta di queste parole negli ultimi manoscritti indica cosa è stato considerato più tardi dalla chiesa nel qualificare qualcuno per il battesimo.

“In quell’istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.”

Atti 9:18

“Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: «Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi? ». Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.”

Atti 10:44-48

“Poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato? ». Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. Ed egli li prese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. Condottili quindi in casa sua, apparecchiò loro la tavola e si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio.”

Atti 16:30-34

“Or Crispo, capo della sinagoga, credette al Signore con tutta la sua famiglia; anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano ed erano battezzati.”

Atti 18:8

Ora, mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le località più alte del paese, giunse ad Efeso e, trovati là alcuni discepoli, disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando avete creduto? ». Quelli gli risposero: «Non abbiamo neppure udito che vi sia uno Spirito Santo». E disse loro: «Con quale battesimo dunque siete stati battezzati? ». Essi risposero: «Col battesimo di Giovanni». Allora Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che dovevano credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Cristo Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù.”

Atti 19:1-5

La dimostrazione del nuovo Testamento è unanime. Il battesimo cristiano è il battesimo del Credente. Quelli che furono battezzati sono stati credenti in Gesù Cristo. Sono rinati attraverso il lavoro rigeneratore di Dio lo Spirito Santo in combinazione con la propria fede personale in Lui come Figlio di Dio ed il sacrificio per i nostri peccati.

Si dovrebbe avere un periodo di tempo tra la conversione e il battesimo?

Per molti di noi una delle notevoli caratteristiche che ritroviamo in questi battesimi descritti è che furono fatti immediatamente dopo la conversione. Questo sembra essere la pratica comune della chiesa dei primi tempi. Oggi ritroviamo spesso un periodo di tempo fatto di mesi o di anni tra la conversione ed il battesimo.

A volte questo è il risultato di codardia e vergogna. C’è riluttanza nel confessare apertamente la propria identificazione con Cristo. Che delusione per il Signore! Il credente - per il quale Cristo è morto, ci ha redenti dalla distruzione e che un giorno condividerà il Suo Trono – non vuole riconoscere pubblicamente di appartenere al Signore!

A volte il lungo periodo di tempo è il risultato del fallimento che ha a che fare con l’insegnamento della dottrina del battesimo. Poiché è il primo di tutti i doveri che un Cristiano debba manifestare , esso deve essere ripetuto e sottolineato nelle nostre chiese e per i nuovi convertiti.

Ci sono comunque delle volte in cui un intervallo tra la rigenerazione e il battesimo sembri vantaggioso. Oggi la possibilità di una semplice professione di salvezza senza un genuino lavoro dello Spirito Santo è quanto mai presente. Non c’è un “prezzo da pagare” per un nuovo Cristiano in una terra dove il Cristianesimo è accettato. Spesso si ottiene molto da questa confessione . Nel primo secolo non era così. Certo, c’era ancora il pericolo di una tale confessione, ma l’ostracismo religioso e sociale minimizzava considerevolmente il pericolo. Nella nostra società è a volte saggio permettere ( non richiedere) di far passare un periodo di tempo in cui la realizzazione della conversione possa dimostrarsi tramite il frutto e la perseveranza.

C’è però un altro punto da considerare. In previsione dell’esperienza del battesimo di Giovanni e dei nuovi convertiti ci si poteva aspettare che i nuovi convertiti potessero comprendere il significato primario del battesimo Cristiano. Il concetto di identificazione era comune a tutti. Non ci si aspetta una tale comprensione da nessuno oggi. Per questo motivo forse è una cosa buona permettere un intervallo di tempo prima del battesimo affinché i nuovi convertiti possano essere istruiti nel significato dottrinale e pratico di questo regolamento.

E per quanto riguarda i giovani cristiani?

Spesso mi si chiede riguardo ai giovani. Quanti anni dovrebbe avere un giovane prima di essere battezzato? Chi dovrebbe prendere l’iniziativa per il suo battesimo? Il giovane o il genitore? Dopo molta riflessione ed esperienza sono arrivato a diverse convinzioni. Se deve essere un passo importante e significativo, il giovane deve comprendere l’insegnamento biblico sull’argomento. Battezzarlo prima che lui abbia compreso il significato di base di ciò sarebbe un danno per lui, un abuso del comando ed un affronto al Signore. Passerebbe il resto della sua vita cristiana crescendo di comprensione il suo pieno significato, ma il significato di base deve essere compreso prima che sia battezzato.

Oltretutto, se ciò deve essere un espressione pubblica della sua identificazione con Cristo nella sua morte, sepoltura e risurrezione, ci dovrebbe essere un qualche segno di conversione genuina nella vita del giovane. Confessioni false sono troppo scontate tra i figli di genitori cristiani. Ci sono segni di vita spirituale? Chi potrebbe comprendere questo se non i genitori cristiani.

La decisione di essere battezzati di certo deve essere la decisione del giovane in risposta all’insegnamento biblico dei genitori e all’incoraggiamento dal cuore che viene dallo Spirito Santo. Un mio caro amico disse: “il migliore insegnante che il giovane possa avere è suo padre”. In quanto capo della famiglia ordinato da Dio, il padre ha la responsabilità primaria di insegnare ai suoi figli. Insieme al fatto che gli insegna l’evangelo, il padre insegna la dottrina del battesimo. Forse lo farà in modo formale o informale, insieme alla famiglia o individualmente, ma lo farà. Ho scoperto che uno dei modi più efficaci è discutere sull’argomento insieme come famiglia a cena durante la settimana precedente al battesimo. Nella settimana si potrebbero affrontare cinque domande: Chi (i battezandi)? Perchè (il significato)? Quando (il tempo)? Come (il modo)? Cosa (i risultati)? Una domanda a sera è sufficiente. Facendo un gioco con delle domande sull’argomento per vedere se i figli hanno capito ed anche attraverso esperienze personali si può passare un tempo divertente e il battesimo della Domenica sarà pieno di significato per i tuoi figli. In quanto genitore devoto che insegna al giovane , il genitore pregherà Dio con serietà affinchè lo Spirito Santo tocchi il cuore alla risposta del giovane. Dunque il battesimo è un atto di ubbidienza al Signore e alla Sua Parola. Lo avrai aiutato a sviluppare un atteggiamento di risposta alla Parola sotto l’influenza dello Spirito Santo. Questo atteggiamento formerà la sua vita!

E Riguardo ai bambini?

Se il battesimo cristiano è il battesimo del credente, non c’è posto per il battesimo dei bambini.

Nella sua Teologia Sistematica , A. H. Strong ha elencato parecchi motivi per cui vale la pena considerare per rifiutare il battesimo dei bambini prima che essi siano credenti.

Non c’è una base biblica per tale pratica. Non c’è nessun episodio di ciò nel Nuovo Testamento. A dire il vero il familiare è stato battezzato con il carceriere di Filippi (Atti 16:33), ma ci viene detto chiaramente nel verso seguente che lui credette “in Dio con tutti i suoi”. Ciò sembra voglia indicare che tutti divennero credenti. Ho avuto il privilegio di battezzare parecchifamiliari. In ogni caso, comunque, ogni membro era un credente. Oltre all’assenza di qualche chiaro esempio di battesimo del bambino, non si trova nessun comando nel Nuovo Testamento che lo giustifichi. Matteo 19:14 non accenna al battesimo né si riferisce ad esso. Il battesimo cristiano non era ancora stato istituito! Neanche 1 Corinzi 7:14 di certo insegna questo. Se il battesimo qui è in relazione ai bambini, allora si deve anche pensare che il marito non credente è anche salvato! Chi ammetterebbe questo? Riguardo al battesimo dei bambini, le Scritture non dicono nulla. Non c’è neanche un precetto o un fatto accaduto prima nel Nuovo Testamento di tale pratica.

Inoltre , il concetto del battesimo del bambino è in contraddizione con le scritture. Qual’è il fine? Per alcuni è la rimozione del peccato originale. Ciò è in contraddizione con 1 Giovanni 1:7. E’ il Sangue di Gesù che ci lava dal peccato. Per altri è il mezzo per appartenere alla Chiesa. Ciò è in contraddizione con 1 Giovanni 5:11-13. La Chiesa è fatta di cristiani, uomini che hanno creduto in Cristo Gesù e possiedono la vita eterna. Persino Martin Lutero ebbe un conflitto per questo. A nostra meraviglia insegnava la giustificazione per fede mentre si atteneva al battesimo dei bambini. Continuò dicendo che il bambino era giustificato per fede nel suo battesimo! Ancora per altri è una consacrazione del bambino al Signore. A ogni genitore di deve comandare un tale desiderio, ma non dobbiamo confondere la consacrazione col battesimo.

Secondo A. H. Strong la testimonianza storica è che il battesimo del bambino apparve nella metà del secondo secolo e agli inizi del terzo secolo nella concezione sacramentale del Cristianesimo. Come risultato abbiamo già osservato che molti argomenti riguardo a ciò sono argomenti della rigenerazione battesimale.

Forse il punto più difficile a cui rispondere è il rapporto tra la circoncisione e il battesimo del bambino.

I sostenitori del battesimo ai bambini affermano che il battesimo abbia sostituito la circoncisione. Questa è solo un’ipotesi. E’ comunque vero che entrambe le cose sono dei segni, ma non dobbiamo dimenticare che mentre la circoncisione è stato il patto di Abramo, il calice della Santa Cena (non il battesimo) è il segno del Nuovo Patto. Se il battesimo ha sostituito la circoncisione, perché Paolo fece circoncidere Timoteo? L’unico passo biblico che li mette insieme è in Colossesi 2:10-12:

“e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza; in lui siete anche stati circoncisi di una circoncisione non fatta da mano d’uomo, ma della circoncisione di Cristo, che consiste nello spogliamento del corpo della carne: siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti.”

Col. 2:10-12

Non c’è segno qui che dica che il battesimo abbia sostituito la circoncisione. Il passo lascia intendere che la circoncisione era una cosa fisica – un taglio della carne – il battesimo lo illustra spiritualmente –lo spogliarsi della carne. Questo passo non parla neanche della circoncisione fisica.

Siamo propensi ad essere d’accordo con i Pauliciani del quarto secolo i quali si opposero al battesimo dei bambini dicendo che ciò era il migliore modo nascosto per far entrare i pagani in chiesa.

Per quanto riguarda il battezzarsi una seconda volta?

Di recente una signora ha espresso il suo desiderio di battezzarsi agli anziani della Cappella. Questa signora ha continuato a spiegare il motivo del suo desiderio. Lei era stata battezzata molti anni fa come credente ma soltanto di recente è arrivata a comprendere il significato di essere tale. Adesso voleva essere ribattezzata.

In molte occasioni mi è stato chiesto di ribattezzare i credenti che sono stati ristorati da una vita di peccato e disubbidienza. Hanno pensato di dover essere ribattezzati.

Non c’è niente che indichi nelle Scritture che i credenti fossero ribattezzati. Cioè, le istruzioni e gli esempi del Nuovo Testamento indicano che il battesimo del credente è un fatto accaduto una sola volta nella vita del Cristiano. Chi di noi ha pienamente compreso il significato del battesimo quando siamo stati battezzati? Se siamo cresciuti nella grazia di certo comprenderemo molto più oggi di quando ci siamo battezzati. Dovremmo essere ribattezzati? No di certo. Coloro che sono ritornati da un periodo di lontananza dal cristianesimo dovrebbero essere ribattezzati? Il modo per essere restaurati è chiaramente presentato in Giovanni 1:9. Non si parla di un secondo battesimo. Ogni indicazione dalle Scritture dice che il battesimo del credente non è un rito da ripetere. Poiché il battesimo enfatizza il nostro ingresso alla vita cristiana, lo si deve fare soltanto una volta.

Comunque il Nuovo Testamento insegna il ribattesimo! Un fatto notevole accadde in Efeso. Secondo Atti 19:1-5 alcuni di quelli che precedentemente furono battezzati nel battesimo di Giovanni, quando sentirono della venuta di Cristo, credettero e “furono battezzati nel nome del Signore Gesù” (Atti 19:5). Questo sicuramente lascia intendere che una persona che sia stata battezzata da qualsiasi altra forma di battesimo diverso da quello del battesimo del credente, deve essere ribattezzato come credente dopo essersi convertito.

Nel senso più stretto del termine questo non è il ribattessimo perché il primo “battesimo” (battesimo da bambino o battesimo da non credente) non è affatto un battesimo secondo la legge o biblico.

La Gioia

L’ultima cosa che sappiamo dell’eunuco etiope è che dopo che si è battezzato “continuò il suo cammino tutto allegro” (Atti 8:39). Questo per certo è l’esperienza di coloro che, essendo veri credenti nel Signore Gesù Cristo, obbediscono in maniera intelligente al suo comando di essere battezzato.

Sei un vero credente in Lui? Se è così, hai ubbidito alla Sua parola riguardo a questo? Ricorda: “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti.”. La tua obbedienza non porterà soltanto grande piacere al cuore del vostro Signore ma sarà anche un grande passo avanti nel cammino della genuina felicità cristiana.

Come scompare in fretta quella gioia per molti. Anche se il motivo sfugge, per altri è solo una cosa troppo evidente. Il battesimo è una questione di cuore e di confessione esterna. Il vero credente battezzato è colui il quale nella vita dimostra che la carne, la vecchia natura, è stata messa a morte. Ciò è compiuto per la capacità dello Spirito Santo soltanto e come risultato da la gioia del Signore.

“continuò il suo cammino tutto allegro”.

E’ stato così soltanto perché aveva ubbidito al Signore e si è identificato con il Suo Signore pubblicamente. Il peso della colpa era cresciuto. C’era un profondo desiderio di avere pace nella coscienza e pace con Dio. Nelle religioni dell’Etiopia non aveva trovato nessuna risposta. Forse era questo che lo portò a Gerusalemme. Non aveva trovato risposte neanche lì. C’era religione con i suoi rituali, ma era vuoto. Non c’era niente che dava pace, perdono e salvezza.

Ancora in cerca, stava tornando a casa. Poi accade qualcosa. Dio lo guidò ad una parola profetica nella Sacra Scrittura scritta centinaia di anni prima ma adempiuta solo pochi mesi prima.

“Egli è stato menato all’uccisione come una pecora; e come un agnello che è muto dinanzi a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Nel suo abbassamento fu tolta via la sua condanna; chi descriverà la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra. E l’eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure d’un altro? E Filippo prese a parlare, e cominciando da questo passo della Scrittura gli annunziò Gesù.”

Atti 8:32-35

Qui si ritrova la fine della lunga e coscienziosa ricerca. Dio gli ha portato il messaggio di Gesù e del Suo amore. L’Eunuco imparò che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio, il quale era venuto sulla terra per morire. A colui che stava domandando gli fu detto che la morte di Gesù Cristo era una morte di sostituzione. Lui ha portato il castigo dei nostri peccati. La sua morte ha soddisfatto le giuste richieste di Dio. Lui ha pagato per i nostri peccati. Colui che cercava seriamente aveva anche imparato che sulla base della morte di Cristo per i peccati dell’eunuco, Dio ha offerto perdono e salvezza a tutti gli uomini. Attraverso un semplice e significativo passo di fede, questo viaggiatore ha creduto che Gesù fosse davvero il Figlio di Dio che è morto per Lui e l’Uomo in quel momento ha iniziato a credere in Lui e la sua morte di espiazione per il perdono dei suoi peccati e per la salvezza di Dio.

La lunga ricerca era finita. Aveva un po’ realizzato che in realtà per tutto il tempo il Signore lo aveva cercato. Adesso il Pastore aveva trovato la sua pecora perduta. Ponendo la sua fiducia in Gesù per la sua salvezza, l’eunuco aveva ottenuto pace con Dio. Dio divenne il suo Padre Celeste e Lui è diventato un Figlio di Dio. Il peccato era perdonato e lui aveva ottenuto salvezza. Un po’ quella meraviglia in cui “continuò il suo cammino tutto allegro”.

Se tu hai un profondo desiderio di conoscere Dio personalmente come il Padre Celeste, se hai un profondo senso di colpa davanti a Dio per i tuoi peccati, se stai cercando seriamente il perdono, la pace e la Salvezza, ti assicuro, caro amico, che è così perché il Signore ti sta cercando. Questa potrebbe essere la fine di una ricerca lunga e diligente. Potrebbe essere il primo passo per te di continuare il tuo cammino tutto allegro. Cosa devi fare? Con una semplice preghiera confessa semplicemente di essere un peccatore. Ringrazialo per essere morto al tuo posto, portanto il castigo che tu avresti meritato. Confida in Lui per essere il Salvatore. Credi alla sua morte che è stata sufficiente per il pagamento di tutti i tuoi peccati. Credi alla sua parola che ti assicura la vita eterna.

“E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna.”

1 Giovanni 5:11-13

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