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Prove evidenti della Risurrezione

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Introduzione

Per circa 2000 anni c’è stato il fenomeno storico della Cristianità. Malgrado la chiesa attraverso i suoi primi anni soffrì intense persecuzioni per mano sia dei Giudei che dei Romani, essa comunque rinacque. Molti dei primi missionari di fede Cristiana morirono martirizzati a motivo del loro credo in Gesù Cristo.

Perché questi primi Cristiani vollero affrontare la morte per il loro credo in Gesù Cristo? Fu perché furono convinti del fatto storico della risurrezione di Gesù Cristo e questo provò senza ombra di dubbio che Gesù Cristo era il Figlio di Dio e anche l’unico Salvatore del mondo. Così per loro, la morte non consisteva nella fine. La risurrezione è un fatto storico e non semplicemente un pensiero, un ideale filosofico o idea.

Contesto Storico

Di conseguenza, il messaggio della chiesa primitiva era sempre incentrato sul fatto storico della risurrezione e questo non era un semplice mito teologico che iniziò a circolare tra i discepoli di Gesù Cristo 20 o 30 anni dopo di esso ma era un messaggio proclamato sin dal primo mattino del terzo giorno e si trattava anche di un messaggio basato su di una prova incontestabile.

Luca 24:9-11; 33-35 Al loro ritorno dal sepolcro, raccontarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri. 10 Or quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne che erano con loro. 11 Ma queste parole parvero loro come un'assurdità; ed essi non credettero loro… . 33 In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme. 34 Costoro dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane.

Atti 1:21-22 Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signor Gesù è andato e venuto tra noi, 22 cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione».

Atti 2:23-24; 31-32 egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste, 24 Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto. … 31 e, prevedendo le cose a venire, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che l'anima sua non sarebbe stata lasciata nell'Ades e che la sua carne non avrebbe visto la corruzione. 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; e di questo noi tutti siamo testimoni.

Atti 3:14-15 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino 15 e uccideste l'autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni!

Atti 10:39-41 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41 non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti.

Atti 13:29-39 Dopo aver compiuto tutte le cose che sono scritte di lui egli fu tratto giù dal legno e fu posto in un sepolcro. 30 Ma Dio lo risuscitò dai morti. 31 ed egli fu visto per molti giorni da coloro che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora i suoi testimoni presso il popolo. 32 E noi vi annunziamo la buona novella della promessa fatta ai padri, 33 dicendovi, che Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, avendo risuscitato Gesù come anche è scritto nel secondo salmo: Tu sei il mio Figlio. oggi ti ho generato. 34 E poiché lo ha risuscitato dai morti per non tornare più nella corruzione, egli ha detto così: Io vi darò le fedeli promesse fatte a Davide. 35 Per questo egli dice anche in un altro Salmo: Tu non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 36 Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò e fu aggiunto ai suoi padri, e vide la corruzione, 37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha visto corruzione. 38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunziato il perdono dei peccati, 39 e che, mediante lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, di cui non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè.

Atti 17:30-31 Ma ora, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell'uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

Atti 26:22-23 Ma, per l'aiuto ottenuto da Dio fino a questo giorno ho continuato a testimoniare a piccoli e grandi, non dicendo nient'altro se non ciò che i profeti e Mosè dissero che doveva avvenire, 23 cioè: che il Cristo avrebbe sofferto e che, essendo il primo a risuscitare dai morti, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai gentili».

Da notare come inizia il libro degli Atti degli Apostoli:

Atti 1:1-3 Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare, 2 fino al giorno in cui fu portato in cielo dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello Spirito Santo agli apostoli che egli aveva scelto. 3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Senza la risurrezione sarebbe tutto finito al verso 1 e la morte ne sarebbe stata la conclusione ma prendiamo nota di cosa i versi 2 e 3 dicono:

“Prove convincenti” il verso 3 usa come termine originale Greco tekmerion derivante dalla radice tekma che significa “limite stabilito, obbiettivo finale” Tekmerion significa “un segno stabilito e certo, una evidenza o prova” La parola è usata come prova dimostrante ed evidente in contrasto con mere superstizioni filosofiche o segni fallibili. Galen, che era scrittore medico del secondo secolo D.C. utilizzò la parola tekmerion in questo modo. Quindi anche Luca, il fisico storico esperto nel raccogliere prove, scelse questo particolare termine per confermare la prova storica, quale più convincente termine per una prova legale.

Inoltre Luca aggiunge l’aggettivo “molte” per farci capire che esaminò attentamente le prove. Il Dr. Luca che visse al tempo di Gesù Cristo e che aveva personalmente parlato con molti testimoni oculari ci sta dicendo che c’erano molte prove dimostrabili ed incontestabili, non solamente una o due ma molte. (Cfr. Luca 1:1-2)

Sin dal principio ci furono quelli che rigettarono la risurrezione come se fosse una mistificazione, una favola, una finzione o una menzogna. Un certo numero di teorie sono state presentate per dimostrare la falsità della risurrezione ma sono state tutte grandemente screditate dagli studiosi di storia uno dopo l’altro. Da notare come non uno straccio di prova valida è mai stata presentata a supporto di quelle affermazioni. Dunque come mai gli uomini fanno queste affermazioni? Perché non hanno mai esaminato le prove oppure a motivo dei loro pregiudizi, dei loro preconcetti filosofici, o della loro incredulità in questo evento miracoloso.

Il silenzio dei nemici di Cristo e la mancanza di prove storiche contro la risurrezione sono da sé quasi una grande evidenza di prova positiva della risurrezione di Gesù Cristo. Nella mia libreria, ho un libro che tratta il dibattito tra Gary Habermas e Anthony Flew intitolato, Gesù risorse dai morti?, dibattito sulla risurrezione. Il dibattito fu tenuto a Dallas e fu giudicato da una giuria organizzata in due gruppi di esperti nelle loro rispettive aree di specializzazione per fornire un verdetto sull' argomento del dibattito. Il primo gruppo consistette in cinque filosofi a cui fu chiesto di giudicare il contenuto del dibattito e decretarne il vincitore, il secondo consistette in cinque giudici di dibattito molto esperti a cui fu chiesto di giudicare le tecniche di argomentazioni dei dibattitori. Tutti e dieci i partecipanti prestano servizio in facoltà universitarie Americane e collegi come l’Università di Pittsburgh, l’Università della Virginia, l’Università Western Kentucky, l’Università James Madison e l’Università George Mason.

Le decisioni dei giudici furono le seguenti. Il gruppo dei filosofi giudicanti il contenuto diede quattro voti per Habermas il quale discuteva a favore del fatto della risurrezione, nessuno per Flew ed uno nullo. Il gruppo dei giudici esperti del dibattito votarono tre a due, anch' essi in favore di Habermas, questa volta riguardo al metodo di argomentazione. Da notare che un giudice disse:

Io sono del parere che l’oratore a favore della risurrezione [Habermas] ha un significativo carico di prove per confermare le sue dichiarazioni. La varietà di fonti storiche mi convinse ad accettare gli argomenti dell’oratore a favore. Il Dr. Flew contrario alla risurrezione, d'altra parte, non fu in grado, in particolare nel momento della confutazione e durante la sessione testa a testa, di presentare significativi punti a sostegno della sua posizione. Il Dr Habermas ritenne grave il fatto che il Dr. Flew negasse molti punti specifici. Quando le controprove avanzarono, disse Habermas, ebbi l'impressione che il Dr. Flew cercasse di evitare le accuse (Habermas and Flew, p. xiv).

Un’altro giudice esperto di dibattito disse:

Io concludo che la prova storica, sia pure imperfetta, è abbastanza forte per indurre menti razionali a concludere che Cristo di fatto risorse dai morti. Habermas aveva già vinto il dibattito. … Sconfiggendo la critica scettica dei miracoli in generale, ispirata al filosofo Hume e presentata da Flew e dimostrando la forza di alcune delle prove storiche, Habermas concluse fornendo “prove altamente probabili” sulla storicità della risurrezione “e mancanza di prove scientifiche plausibili contro di essa.” Habermas dunque, a mia opinione, vinse il dibattito (Ibid., p. xv).

Una Assurdità
Teologica e Filosofica

Ci sono sempre quelli che dicono che il fatto storico di una risurrezione fisica di Gesù Cristo non è importante. “E' sufficiente” dicono, che uno creda in una risurrezione spirituale, oppure che …

il fu Norman Perrin, uno studioso del Nuovo Testamento dell' Università di Chigago altamente stimato, rimarcò non molto tempo fa che la cosa veramente importante riguardo la risurrezione di Gesù non è tanto la realtà storica di quell'evento, ma le verità teologiche che essa esprime” (William Craig, Knowing the Truth About the Resurrection, Servant Books, p. xiii).

Altri hanno sostenuto non c'è bisogno di credere nella risurrezione. Se questo interferisce col tuo modo di pensare razionale, accetta semplicemente Gesù come come un gran leader e come un esempio di amore, gentilezza e pace.

Questo modo di pensare è semplicemente senza senso, illogico, e contrario ai fatti della vita di Cristo.

Abbiamo bisogno di vedere chiaramente che ci possono essere implicazioni teologiche positive sulla risurrezione solo per il fatto che la sua realtà storica è confermata. Mentre molti teologi possono trovare questo tipo di convinzione disperatamente antiquata, l'uomo di strada lo sa bene. Il suo buon senso gli dice che non c'è nessuna ragione per la quale un uomo morto debba essere decisivo per la sua esistenza oggi, ed io sono d'accordo con lui. Una volta che gli insegnamenti dottrinali vengono staccati dalle loro realtà storiche, siamo entrati nell'arena del mito. E semplicemente non c'è più una buona ragione per preferire i miti Cristiani agli altri miti o addirittura alle filosofie secolari. La risurrezione è reale per le nostre vite odierne soltanto quando è reale l'evento nella storia (Craig, p. xiii).

Se togliamo la risurrezione, allora Gesù Cristo non era nemmeno un buon leader umano, ma una mostruosità umana il quale si poneva allo stesso livello di un uomo che pensa di essere Capitan Meraviglia. Sia che egli fosse il più grande ingannatore del mondo meritevole di morire o che Egli fu chi dichiarava di essere, il Dio-Uomo Salvatore del mondo, la risurrezione è quella che fa la differenza.

Non è mia intenzione di presentare tutte le prove, ma di concentrare l'attenzione su alcune delle più rimarchevoli ed importanti prove.

La Prova della Pietra

Matteo 28:1-4 Ora, alla fine dei sabati, all'alba del primo giorno dopo i sabati, Maria Maddalena e l'altra Maria, andarono a vedere il sepolcro. 2 Ed ecco, si fece un gran terremoto, perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, venne e rotolò la pietra dall'apertura del sepolcro e si pose a sedere su di essa. 3 E il suo aspetto era come di folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 E, per lo spavento che ebbero di lui, le guardie tremarono e rimasero come morte;

Marco 16:1-4 Ora, trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome acquistarono degli aromi a per andare ad imbalsamare Gesù. 2 La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. 3 E dicevano fra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall'entrata del sepolcro?». 4 Ma, alzando gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata, sebbene fosse molto grande.

Luca 24:2 E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro.

Giovanni 20:1-9 Or il primo giorno dopo i sabati, al mattino quando era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide che la pietra era stata rimossa dal sepolcro. 2 Allora andò di corsa da Simon Pietro e dall'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano posto». 3 Pietro dunque e l'altro discepolo uscirono fuori e si avviarono al sepolcro. 4 Correvano tutti e due insieme, ma l'altro discepolo corse avanti più in fretta di Pietro e arrivò primo al sepolcro. 5 E, chinatosi, vide i panni di lino che giacevano nel sepolcro, ma non vi entrò. 6 Arrivò anche Simon Pietro che lo seguiva, entrò nel sepolcro e vide i panni di lino che giacevano per terra, 7 e il sudario, che era stato posto sul capo di Gesù; esso non giaceva con i panni, ma era ripiegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, vide e credette. 9 Essi infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti,

Il Sigillo sulla Pietra

Il sigillo posto sulla pietra (Mt. 27:62-66). Come affermato dai Farisei, fu una loro richiesta verso Pilato al fine di impedire ogni tipo di imbroglio o menzogna da parte dei discepoli di Gesù Cristo. Facendo questo, tuttavia, fornirono due prove eccellenti in più sulla risurrezione di Cristo. Involontariamente, prepararono una inconfutabile controprova delle loro affermazioni nel tentativo di screditare il fatto della risurrezione (cf. Mat. 28:11-15).

Il sigillo includeva due cose (1) una corpo di guardia Romana, e (2) un sigillo consistente in una corda incerata intorno la pietra e collegata alla tomba.

Matteo 27:65, Voi avete un corpo di guardia; andate, e assicurate il sepolcro come vi sembra meglio.

Alcuni hanno dichiarato che Pilato rifiutò la richiesta di un corpo di guardia Romano dicendo loro di usare quello che era a guardia del tempio. Ma il verbo utilizzato può essere un imperativo, prendete un corpo di guardia, assicurate il sepolcro come vi sembra meglio. Può anche significare che stesse dando loro il permesso di ottenere un corpo di guardia Romano.

La parola guardia è la parola Greca kustodia, dal Latino o Romano custodia. L'uso di questo particolare termine sta ad indicare un corpo di guardia Romano e non il corpo di guardia del tempio dei Giudei. Questo è ulteriormente verificato dal fatto che chiesero a Pilato un corpo di guardia. Se avessero potuto utilizzare il loro corpo di guardia allora perchè andare da Pilato? Ancora, se solo il corpo di guardia del tempio ne era implicato, la citazione del verso 14 sarebbe stata inutile. Nessuno avrebbe dovuto parlare al governatore e tantomeno corrompere qualcuno.

Perchè ciò era così importante? Perchè la presenza alla tomba dei soldati Romani ed il sigillo Romano sulla pietra che la chiudeva rese possibile ai capi religiosi dichiarare più volte la maggior difficoltà se non l'impossibilità. La probabilità che questi timidi, timorosi Galilei e discepoli potessero o volessero rubare il corpo di Gesù da sotto il naso di questo corpo di guardia di soldati Romani abili e altamente disciplinati, non è solo ridicolo ma impossibile. Anche se i soldati si fossero addormentati, pensate al rumore che i discepoli avrebbero fatto cercando di spostare la grande pietra che impediva l'accesso alla tomba!

La Pietra Rotolata Via

Le tombe in Palestina erano qualcosa come uno scavo intagliato nella parte rocciosa di una montagna o collina. Consistevano di un ingresso rettangolare che accedeva alla camera principale o camera centrale con una nicchia scolpita nel lato di uno dei muri interni dove il corpo veniva posto. Alla fine della nicchia vi era una parte rialzata appositamente per la testa.

L'ingresso della camera centrale era chiusa da una larga pietra circolare o pesante disco di pietra messo in una scanalatura obliqua così che quando la pietra veniva liberata, sarebbe rotolata col suo stesso peso a chiudere l'entrata. Per il suo enorme peso (talvolta di alcune tonnelate) spostarla avrebbe richiesto lo sforzo combinato di molti uomini per riportarla nella scanalatura e bloccarla. Dunque chi avrebbe rotolata via la pietra?

    ¤ I nemici non l'avrebbero fatto poichè il loro scopo era di tenere il Suo corpo lì con la porta sigillata (Mat. 27:62-66).

    ¤ Se furono i discepoli a togliere il corpo, lo fecero all'insaputa delle donne, perchè vennero aspettandosi di trovare il corpo (Giov. 20:1-2). Inoltre le guardie erano presenti.

    ¤ Le donne da sole non sarebbero state in grado di rimuovere la pietra. Così, venendo alla tomba il mattino della risurrezione, si stavano domandando chi avrebbe rimosso la pietra per loro (Marco 16:2-8).

    ¤ Matteo 28:2-4 Ci dice che fu un angelo del Signore e questo mostra un' intenzione divina.

Non fu rimossa affinchè Cristo potesse andarsene in quanto egli avrebbe potuto passare attraverso i muri col Suo corpo glorificato. Fu rimossa per uno scopo divino, al fine di richiamare l'attenzione sulla testimonianza della tomba vuota. La tomba fu aperta non per permettere a Gesù di uscirene ma per permettere alla gente di entrarvi.

Perchè la gente aveva bisogno di entrare? Perchè dentro la tomba stessa vi erano deposte alcune prove stupefacenti sul fatto della risurrezione di Gesù, la testimonianza dei panni della sepoltura.

La Prova della Tomba Vuota

Giovanni 20:2-9 Allora andò di corsa da Simon Pietro e dall'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano posto». 3 Pietro dunque e l'altro discepolo uscirono fuori e si avviarono al sepolcro. 4 Correvano tutti e due insieme, ma l'altro discepolo corse avanti più in fretta di Pietro e arrivò primo al sepolcro. 5 E, chinatosi, vide i panni di lino che giacevano nel sepolcro, ma non vi entrò. 6 Arrivò anche Simon Pietro che lo seguiva, entrò nel sepolcro e vide i panni di lino che giacevano per terra, 7 e il sudario, che era stato posto sul capo di Gesù; esso non giaceva con i panni, ma era avvolto in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, vide e credette. 9 Essi infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti,

La reazione di Maria

Avendo visto la pietra rimossa, la reazione immediata di Maria fu pensare che dei ladri, forse i Giudei, avessero preso il corpo. Senza entrare come fecero le altre donne, ella ritornò da Pietro e Giovanni. La sua conclusione fu hanno portato via il Signore (riferendosi probabilmente ai Giudei) .

La reazione dei discepoli

Giovanni arrivò per primo e vide i panni di lino ancora avvolti. Il verbo usato (in Greco blepo) descrive il semplice atto di vedere gettando un occhio, un semplice sguardo. Proprio quello sguardo casuale attirò l'attenzione di Giovanni dove gli indisturbati involucri, erano giacenti ordinati nella loro naturale posizione così come quando avvolgevano il corpo. La parola ordinati lo rende evidente, giacenti anche prima. Persino uno sguardo casuale è attirato da questo.

Allora Pietro arrivò e, col suo modo impetuoso entrò immediatamente e vide. La parola vide è theoreo. Questa parola denota una determinata ed attenta osservazione, uno che osserva i dettagli, non solo una occhiata casuale. Ciò che Pietro osservò furono i panni di lino avvolti.

La Prova
dei Panni Sepolti

Le Osservazioni di Pietro

    ¤ Pietro osservò i panni avvolti che giacevano indisturbati.

    ¤ Egli notò l'aspetto del sudario arrotolato separatamente, così come lo era stato quando il corpo fu preparato, suggerendoci che l'avvolgitura del capo aveva parzialmente mantenuto la sua forma circolare.

Un ladro che avesse rubato il corpo avrebbe preso il corpo con tutti i suoi panni avvolti.

Gli involucri che eventualmente fossero stati rimossi dal corpo, non sarebbero rimasti modellati in modo indisturbato. Come precedentemente descritto, c'era un luogo apposito per il corpo con uno scalino rialzato per il capo perciò il capo era avvolto separatamente dal corpo. Se qualcuno li avesse rimossi dal corpo, non sarebbero rimasti giacenti come posti in origine, cioè il sudario del capo a parte, nel posto dove si trovava il capo e gli altri panni dove si trovava il corpo indisturbato.

Pietro continuò a meditare nel suo cuore tutto ciò che aveva osservato.

Le Osservazioni di Giovanni

Quando Giovanni entrò nella tomba, ciò che vide lo portò ad una immediata comprensione, una comprensione intelligente dei fatti. La frase ciò che vide in questo versetto, denota una percezione mentale risultante principalmente dalla visione.

Pietro stava ponderando tutto ciò che aveva osservato, Giovanni invece no. Ora avendo visto la prova della tomba vuota, comprese che il Suo Signore era risorto dai morti. Nel versetto 8-9 ci viene detto che comprese e credette. Capì che la Scrittura del Vecchio Testamento e le stesse parole di Cristo riguardavano il fatto che il Messia sarebbe stato eliminato, ma avrebbe fatto ritorno e regnato attraverso la risurrezione. (Cfr. Sal. 16:10; Dan. 2; Dan. 7; Dan. 9:6) Prima non avevano compreso le Scritture o le parole di Cristo. Ma ora gli occhi di Giovanni si aprirono (cfr. Luca 24:25-27, 44-47).

La Prova
dell'Apparizione di Cristo

Le apparizioni di Cristo che seguirono la Sua risurrezione sono altre prove storiche schiaccianti. Le donne ed i discepoli videro, sentirono, e pure toccarono il Signore. Infatti, 500 fratelli in una sola volta lo videro (1 Cor. 15:6).

Sono state date varie spiegazioni riguardo la risurrezione, ma nessuna di esse onestamente e in modo chiaro concorda con la registrazione storica e sono chiaramente tentativi pregiudiziali di negare l'evidenza.

R. T. France nel suo libro, The Evidence for Jesus, scrive di teorie tipiche riguardanti Gesù, la Sua vita, morte, e risurrezione e i vari tentativi della gente di arrivare al cosiddetto vero Gesù attraverso tali teorie sia da articoli su periodici, libri o serie televisive. Egli mostra come questi danno sempre la prominenza alle teorie degli scettici e, principalmente non trattano il Vangelo come una prova storica. Alla fine del libro, dopo aver discusso sia di non-Cristiani che di prove bibliche, fa la seguente dichiarazione:

Si nota nei capitoli iniziali la tendenza di alcuni scrittori nel tentare di riscoprire il ritratto del Gesù del NT, in cerca di un più 'recente' Gesù che persino al tempo in cui i documenti del Nuovo Testamento furono scritti era stato ampiamente dimenticato e rimpiazzato da una figura semi-mitica, il 'Cristo di fede'. Si è visto ripetutamente che la prova sulla quale questo tipo di ricostruzioni sono basate (quando non sono pure speculazioni insostenibili) è infatti datata posteriormente agli scritti del NT, e può generalmente essere identificata con quelli che intorno al secondo secolo erano visti come movimenti eretici. Si tratta di una deviazione dal messaggio originale Cristiano, usualmente in direzione di una fede più attraente per il clima filosofico o religioso del giorno. The Evidence for Jesus, R.T. France, The Jesus Library, Michael Green, series editor, pp. 165-166)

La Prova
dei Discepoli Trasformati

I discepoli avevano visto il loro maestro morire e a motivo di questo, avevano perso ogni speranza. Cristo aveva detto loro che sarebbe morto e risorto. Infatti ciò era parte integrante delle Sue affermazioni. Tuttavia erano compunti, pienamente scoraggiati, e si incontravano in posti oscuri, mentre dopo la risurrezione, troviamo i discepoli gioiosi, senza timori, e rendenti pubblica testimonianza. Erano persino pronti a morire e sicuramente non pronti a morire per una menzogna (Cfr. Schaff, Vol. I, p. 173f.)

Pietro che rinnegò il Signore quando fu messo a confronto con la giovane, proclamò coraggiosamente la parola durante la Pentecoste davanti agli stessi capi religiosi che crocifissero Cristo.

Quando consideriamo la trasformazione dei discepoli in congiunzione col silenzio dei Giudei e la loro incapacità di produrre il corpo di Cristo o qualsiasi prova contraria, gli eventi di Pentecoste diventano un'altra prova della risurrezione di Cristo.

La Prova della Pentecoste
(Acts 2-4)

Solo 50 giorni dopo la morte e la risurrezione, Pietro predicò la dottrina della risurrezione e migliaia si riunirono per ascoltarlo. Ma il punto importante è che stava predicando al popolo che ebbe accesso alla tomba. La risurrezione non era un fatto nuovo, e ne stava predicando il significato dalle Scritture del Vecchio Testamento (Sal. 16:8-10).

Nessuno offrì una controprova. I Giudei stavano in silenzio, un silenzio che è significativo tanto quanto l'audacia dei discepoli nel parlare. Tremila persone le quali erano nella posizione di conoscere i fatti riguardanti la risurrezione di Cristo credettero e furono salvate. (Atti 2:41; 4:2-14).

Ci sono altre grandi prove della risurrezione di Cristo come:

    ¤ Le profezie del Vecchio Testamento.

    ¤ Le profezie di Cristo stesso.

    ¤ L'esistenza della chiesa.

    ¤ L'osservanza della Domenica come primo giorno della settimana.

    ¤ La trasformazione e la testimonianza di Paolo

Le prove che abbiamo menzionato in questo studio sono più che sufficienti per mostrare la validità della risurrezione. Per negarlo, in vista di una prova, uno non dovrebbe solo negare i suoi processi razionali, ma dovrebbe negare la Cristianità e le Scritture come valide e fonti di salvezza per l'umanità

Il Significato Dottrinale
della Risurrezione

La teologia della risurrezione è di vitale importanza al Cristiano poiché influisce sulla sua salvezza e la sua santificazione. In I Pietro 1:3, Pietro indica che siamo generati ad una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti. Ci sono diverse ragioni per questo.

    ¤ La risurrezione autentica Cristo come il Figlio di Dio (Rom. 1:4)

    ¤ La risurrezione dimostra il valore espiativo dell'opera di Cristo (Rom. 4:25). Risuscitato per significa che dimostra la sufficienza della Sua redenzione per la nostra giustificazione. La risurrezione non fornisce la nostra giustificazione, essa dimostrò che la morte di Cristo era sufficiente per portarci alla giustificazione per fede. Giustificati dunque per fede (come provato dalla risurrezione) abbiamo pace (Rom. 5:1).

    ¤ La risurrezione garantisce la nostra salvezza (1 Cor. 15:17-19). Offre sicurezza riguardo la nostra salvezza e permette conforto circa i nostri amati deceduti (I Tess 4:13f ). C'è una iscrizione che si trova a Tessalonica la quale dice, Dopo la morte, nessun ritorno in vita, dopo la fossa nessun incontro. La risurrezione garantisce che questo tipo di credo è falso.

    ¤ E' la base della nostra santificazione (Rom. 6). Così come Cristo fu vincitore sul peccato e sulla morte, così anche noi possiamo essere vittoriosi grazie alla nostra identificazione o unione con Lui.

    ¤ La risurrezione di Cristo come primogenito dai morti è la garanzia della nostra risurrezione e del corpo glorificato che riceveremo alla risurrezione dei santi (Fil. 3:20-21).

Pertanto possiamo vedere che tramite la risurrezione, all' uomo viene data una speranza viva perchè essa dipende da un Salvatore vivente. Tutti gli altri capi religiosi sono morti, Maometto, Budda, Confucio. I fondatori dei culti religiosi sono tutti nelle loro tombe, i loro corpi marciti nella polvere. I loro seguaci hanno una speranza morta, ma hanno anche qualcos'altro.

Conclusione

In Atti 17:31 leggiamo,

… Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell'uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti.

Mentre la risurrezione può dare certezza di salvezza, una viva speranza, essa da anche certezza di giudizio perchè la risurrezione identifica Gesù Cristo come Figlio di Dio e dono della grazia di Dio per il nostro peccato. Per coloro che rigettano Cristo (il dono manifesto di Dio per la salvezza) non rimane altro che aspettare nell'angoscia il giorno del giudizio. Per il non credente è assicurata una seconda morte proprio come per il credente è assicurata la risurrezione per la vita.

La domanda importante è questa, riconosci Gesù Cristo come tuo personale Salvatore?

Le Soluzioni di Dio ai problemi dell'uomo

Dio è perfetta santità (il cui carattere santo non possiamo mai raggiungere con le nostre buone opere) ma è anche perfetto amore e pieno di grazia e misericordia. A motivo del suo amore, grazia e misericordia Egli non ci ha lasciato senza speranza e senza soluzione.

Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Questa è la buona novella della Bibbia, il messaggio del vangelo. Il messaggio del dono dello stesso figlio di Dio che divenne uomo (il Dio-uomo), visse una vita senza peccato, morì sulla croce per i nostri peccati, e risuscitò dai morti dimostrando sia il fatto che Egli è il Figlio di Dio che il valore della Sua morte per noi come nostro sostituto (Rom. 1:4; 4:25).

2 Corinzi 5:21: Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.

1 Pietro 3:18: perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito.

La Domanda Importante per Tutti

Come si riceve il Figlio di Dio per poter avere la vita eterna che Dio ci ha promesso? Qual è oggi per noi la questione?

Giovanni 1:12: ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome.

Giovanni 3:16-18: Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

A motivo di quello che Gesù Cristo compì per noi sulla croce, la Bibbia dichiara che Chi ha il figlio ha la vita Possiamo ricevere il Figlio, Gesù Cristo, come nostro Salvatore ponendo fiducia nella persona di Cristo e nella Sua morte per i nostri peccati.

Questo significa che ognuno deve venire a Dio nello stesso modo con cui un peccatore che riconosce il suo stato di peccato, ripudia ogni forma di opera umana per la salvezza, e si affida totalmente solo a Cristo attraverso la sola fede per la salvezza.

Vuoi confidare in Cristo oggi come tuo personale Salvatore? Semplicemente dì a Dio che sai di aver bisogno del Salvatore Gesù Cristo, e che vuoi riceverLo per fede.

J. Hampton Keathley III is a 1966 laureato al Dallas Theological Seminary e già pastore all'età di 28 anni. Hampton attualmente scrive per il Biblical Studies Foundation ed insegna Greco al Moody Northwest (una estensione del Moody Bible Institute) in Spokane, Washington.

Versetti biblici tratti dalla versione Nuova Diodati.